Questo approfondimento sarà utile soprattutto a coloro che desiderano conoscere un po’ più a fondo il funzionamento dell’Associazione Italiana Arbitri e di quel che accade ogni anno tra il 30 giugno ed il 5 luglio (date indicative, non fondamentali ai fini della spiegazione).

L’AIA dirigenziale si divide in due grandi livelli:
- dirigenti eletti
- dirigenti nominati.

Per comprendere questa fondamentale distinzione, dobbiamo tornare indietro di qualche mese.
Il 14 febbraio 2021, dopo dodici anni consecutivi sotto l’egida di Marcello Nicchi, l’Assemblea Elettiva dell’AIA ha eletto come nuovo presidente Alfredo Trentalange, della sezione di Torino.

Assieme a lui (per semplificare e senza scendere in particolari tecnici) è stato eletto anche il nuovo Comitato Nazionale.
Sono stati eletti Stefano Archinà, Alberto Zaroli, Katia Senesi, Antonio Zappi, Luca Marconi, Carlo Pacifici e Nicola Cavaccini.

Il Comitato Nazionale, a grandi linee, è l’organo politico dell’associazione, attraverso il quale passano tutte le decisioni relative all’Associazione.

In particolare, per quanto ci interessa in questo approfondimento:
- formazione dei nuovi organici nazionali;
- nomina dei Presidenti dei Comitato Regionali;
- nomina degli Organi Tecnici per la stagione successiva.

Come potrete notare, non esiste una cadenza pluriennale: il Comitato Nazionale, per questi adempimenti, si riunisce ogni anno dato che le cariche indicate (comprese quelle degli arbitri nazionali in attività) durano per una singola stagione sportiva e sono soggette a conferma o revoca al 30 giugno successivo.

Formazione dei nuovi organici delle categorie nazionali

Durante il Comitato Nazionale che, solitamente, si tiene il 30 giugno (ultimo giorno della stagione sportiva che ha durata dall’1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo), i vari responsabili degli Organi Tecnici Nazionali (CAN, CAN C, CAN D, CAI e CAN 5) relazionano il Comitato Nazionale sull’andamento dei campionati di competenza appena conclusi e, nella stessa sede, propongono i nominativi relativi a promozioni e dismissioni. Discorso a parte per la CAN BS (Beach Soccer) che, ovviamente, non può decidere avvicendamenti e promozioni nel periodo estivo.
In particolare la CAN, essendo organo tecnico apicale del sistema arbitrale, non propone promozioni (dato che oltre non c’è nulla) ma solo i nomi degli associati da dismettere. I motivi per cui un Organo Tecnico propone la dismissione si riducono a tre casistiche:
- limiti di permanenza (vincolo pluriennale che, di fatto, è stato abolito)
- limiti di età (che, nel volgere di un anno, verranno innalzati da 45 a 50 anni);
- motivazioni tecniche (media voto che posizioni l’associato agli ultimi posti della graduatoria).
Per quanto riguarda CAN C, CAN D, CAI, invece, vengono proposti sia i nominati degli associati da proporre alla Commissione Nazionale superiore sia di coloro che vengono proposti per la dismissione (e che, una volta tornati a disposizione dell’Organo Tecnico Periferico, possono essere ancora designati ma senza più possibilità di tornare a livello nazionale od oltre).

Naturalmente sono diverse le categorie di associati incluse nelle proposte:
- arbitri
- assistenti (non si chiamano più guardalinee da oltre un decennio)
- osservatori (coloro che valutano ogni singola prestazione degli arbitri impegnati a livello nazionale, con alcune eccezioni come il settore giovanile).
Per quanto riguarda la CAN, inoltre, il designatore indica anche le proposte di avvicendamento per i VAR PRO, categoria introdotto tre stagioni orsono.
Per quest’ultimo inquadramento, infine, l’inserimento nel ruolo è deciso (scegliendo tra ex arbitri dismessi per i più svariati motivi) dal Comitato Nazionale stesso sulla base di una certificazione rilasciata con apposito corso (l’ultimo si è tenuto a Firenze pochi giorni dopo la conclusione del campionato di Serie A, sotto la supervisione di Gianluca Rocchi, responsabile [anche] del progetto VAR per la Serie B).
Probabile che, nella prossima stagione, l’organico VAR PRO venga ampliato rispetto agli attuali quattro associati, soprattutto per la necessità di un numero maggiore di soggetti che dovranno occuparsi anche della serie cadetta che, come sappiamo, verrà dotata della tecnologia dall’inizio della prossima stagione (e dovrebbe esserci anche la Goal Line Technology, anche se su questo punto non c’è chiarezza).

Una volta presentate le proposte di promozione ed avvicendamento, il Comitato Nazionale provvede alla ratifica delle stesse non prima di aver controllato la legittimità (e questo passaggio, se un tempo era da considerarsi una formalità, oggi assume carattere fondamentale dato che nel recente passato molte sono state le impugnazioni in merito).

Successivamente, solitamente l’1 luglio od il primo lunedì del mese (nel caso in cui il primo giorno cada nel weekend), l’AIA convoca una conferenza stampa per presentare i nuovi organici, producendo un PDF scaricabile dal sito con tutti i “movimenti” in entrata ed uscita dei vari Organi Tecnici Nazionali, comprensivi degli associati promossi dalle varie regioni, sulla base di una suddivisione numerica solitamente proporzionale alla grandezza del movimento (per esempio: la Lombardia avrà un numero maggiore di elementi promossi dalla Regione rispetto al Molise, il cui movimento è molto meno ampio).

Una volta provveduto al necessario aggiornamento delle varie CAN, la fase successiva è un nuovo Comitato Nazionale avente ad oggetto la formazione dei nuovi ruoli tecnici (naturalmente sto semplificando anche le definizioni, per offrire un quadro il più comprensibile possibile).

Così come per gli arbitri, anche gli Organi Tecnici durano in carica per un solo anno, dall’1 luglio (anche se, di fatto, questa decorrenza slitta attorno al 4/5 luglio per motivi organizzativi) al 30 giugno dell’anno successivo.
Non esistono contratti pluriennali.
Per esempio, ad oggi, la CAN è così composta:
Commissario: Nicola Rizzoli
Vice Commissari: Danilo Giannoccaro, Andrea Stefani e Gabriele Gava.

Tutti sono stati nominati dal presidente uscente Nicchi nel Comitato Nazionale dello scorso Agosto 2020 (tutto slittò di due mesi a causa della proroga della stagione sportiva determinata dall’emergenza COVID).

Quest’anno, pertanto, si dovrà decidere a chi affidare le cinque CAN arbitrali (CAN A/B, CAN C, CAN D e CAN 5 elite e CAN 5), le neonate Commissioni Osservatori (la cui denominazione sarà CON Professionisti, CON Dilettanti, CON 5 e CON BS).
In particolare la CON Professionisti si occuperà di organizzare l’attività valutativa dalla Serie A alla Serie C (innovazione che, come ben ricorderete, auspicavo già da parecchi anni).

Oltre a ciò ci sarà un altro passaggio fondamentale per l’organizzazione arbitrale: la nomina (anche in questo caso su proposta del Presidente Nazionale, la cui approvazione è rimessa al Comitato Nazionale) dei vari Responsabili dei Comitato Regionali.
Il Comitato Regionale Arbitri, presente in ogni regione italiana (denominato CPA per quanto riguarda le province autonome di Trento e Bolzano), è l’organizzazione interna che si occupa dei campionati di Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria. In alcune regioni (come, ad esempio, la Lombardia) la Seconda Categoria viene delegata alle varie sezioni (per quanto riguarda la mia, Como, si occupa di due gironi di Seconda, quelli nei quali [a grandi linee] sono impegnate società della provincia).

Radio AIA

Potrà sembrare strano questo capitolo di approfondimento ma credo sia giusto sottolineare anche l’aspetto mediatico puramente interno.
In questo periodo, sulle linee telefoniche, si intrecciano voci, supposizioni, idee, possibilità. Da sempre.
Diversamente dal solito, però, quest’anno sono veramente pochissime le anticipazioni che emergono dalle informazioni che girano in modo non ufficiale.
Certo, ci sono le più svariate ipotesi, ma nulla che possa dirsi come “certo”.

Per esempio.
Nel periodo immediatamente precedente alle nomine dei vari Presidenti Regionali, i vari componenti del Comitato Nazionale sono incaricati di raccogliere dai Presidenti di Sezioni l’indicazione di un nominativo per quel ruolo.
Ovvio che, in caso di più indicazioni dello stesso nominativo da parte di più presidenti di sezione, molto difficilmente il Comitato Nazionale esprime un associato differente (e ci mancherebbe, aggiungo: se così non fosse questa raccolta di indicazione sarebbe una colossale presa in giro).
Naturalmente la scelta definitiva spetta al Comitato Nazionale ma, molto spesso, è solo una formalità per recepire l’indicazione dei Presidenti di Sezione. 

Detto ciò, sono molto contento che, in queste settimane, non si sappia praticamente niente in merito ai nomi dei responsabili delle varie CAN e dei CRA.
Ciò significa che le idee sono piuttosto chiare (se così non fosse, sui fili invisibili della comunicazione non ufficiale girerebbero mille nomi, alcuni credibili altri messi strumentalmente in giro dagli stessi associati interessati a ruoli nazionali o regionali).

Per quanto mi riguarda, e come ho già detto in precedenza, spero che Nicola Rizzoli rimanga al suo posto come designatore.
E’ vero, ha combinato qualche pasticcio col VAR (soprattutto nelle ultime sei settimane del campionato di Serie A) ma tecnicamente ha lavorato molto bene, mettendo le basi per la crescita di nuovi elementi al di fuori dei soliti nomi.
Mi vengono in mente i vari Marinelli, Sozza, Ayroldi. E poi il recupero a livelli di rendimento altissimo di Valeri e, parzialmente, di Irrati. La maturazione di arbitri come Pairetto, per anni criticatissimo e che, nell’ultima stagione, ha raggiunto livelli di affidabilità nemmeno immaginabili a settembre 2020.
Per quanto riguarda i ruoli di vice, invece, è tutto avvolto nel mistero: e, come detto in precedenza, ciò non è per forza negativo dato che si pone un freno alle speculazioni interne che, spesso, hanno generato scontri informali tra diverse fazioni dell’associazione.

Ruoli arbitrali

Su questo punto non transigo.
Nell’anno conclusivo della mia (breve) carriera al massimo livello, ho dovuto lottare anche psicologicamente con voci che si rincorrevano in continuazione.
Dato che ho sofferto molto in quei mesi e nelle settimane immediatamente precedenti alla formazione dei nuovi quadri, non mi soffermerò sui probabili dismessi: mi limito alla constatazione che sicuramente ci saranno avvicendamenti basati sulle graduatorie.
Solo un’eccezione.
Segnatevi questo nome: Matteo Marcenaro di Genova.
Si sprecheranno le ironie sul cognome ma, potenzialmente, il ligure ha tutte le qualità per essere un vero e proprio crack nel mondo arbitrale, con caratteristiche tecniche che non si vedono da anni.
Se solo dovesse confermarsi ai livelli visti in Serie C...

Luca Marelli

Comasco, avvocato ed arbitro in Serie A e B fino al 2009, accanto alla professione si occupa di portare qualche spunto di riflessione partendo dal regolamento, unica via per comprendere ed interpretare correttamente quanto avviene sul terreno di gioco. Il blog prima, e il canale Youtube in seguito, nati come un passatempo, sono diventati un punto di riferimento per addetti ai lavori ed appassionati.

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