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[3] Il briefing e la collaborazione con gli assistenti
Pubblicato da      05/10/2020 09:42:00    0 Commenti
[3] Il briefing e la collaborazione con gli assistenti

Nelle due settimane precedenti abbiamo approfondito molti argomenti sul briefing e sulla collaborazione tra arbitri ed assistenti, sia generali che tecnici. Dopo aver introdotto l’argomento, abbiamo affrontato nella prima parte, che trovate qui: https://www.fischiettomania.com/it/smartblog/111_-1-il-briefing-e-la-collaborazione-con-gli-as.html la parte tecnica, mentre la settimana successiva, nella seconda parte: https://www.fischiettomania.com/it/smartblog/113_-2-il-briefing-e-la-collaborazione-con-gli-as.html abbiamo continuato l’approfondimento tecnico e delle best practices.
Oggi chiuderemo la parte tecnica e ci concentreremo poi sugli aspetti disciplinari.


Argomenti trattati all’interno dei precedenti articoli:
> A) WHY: perché (obiettivo)?
> B) WHO: a chi ci si rivolge?
> C) WHERE: dove si deve effettuare?
> D) WHEN: quando va fatto?
> E) TIMING: quanto deve durare?
> F) WHAT: cosa devo dire? Disposizioni generali
> G) WHAT: cosa devo dire? Disposizioni tecniche
   01. contatto visivo
   02. equilibrio e adeguamento al metro arbitrale
   03. rimesse laterali, calci di rinvio e calci d’angolo
   04. falli di gioco
   05. fuorigioco
   06. falli al limite dell’area o calci di rigore
   07. segnatura delle reti (GOAL / NON GOAL)
   08. controllo panchine e barriere
 
Argomenti trattati all’interno di questo articolo:
   09. condotta violenta
   10. recupero e rientro negli spogliatoi
> H) WHAT: cosa devo dire? Disposizioni disciplinari / comportamentali
   01. collaborazione su espulsione calciatore
   02. errata espulsione
   03. occupanti panchine e gestione proteste
   04. casi eccezionali
   05. mass confrontation
   06. sostituzioni
> I) CONCLUSIONI
 
09. condotta violenta

Essendo la rilevazione delle condotte violente una questione estremamente importante e critica della gestione di una gara, l’intervento da parte dell’assistente deve essere particolarmente ponderato. In particolare egli interverrà solamente se la violenza è sfuggita all’arbitro, sventolando la bandierina. Prima però di intervenire è necessario che l’assistente abbia ben chiaro chi ha commesso la violenza, dove si trovasse chi ha subito la violenza (posizione geografica nel recinto di gioco) e se in quel momento il pallone era in gioco o no.

Qualora l’assistente non fosse in grado di dare indicazioni precise non deve intervenire di propria iniziativa, ma ricercare il contatto visivo con l’arbitro e capire se può aiutarlo nell’assumere la giusta decisione, capendo se quest’ultimo abbia avuto qualche percezione sull’accaduto (es: l’arbitro sa che il gioco era in svolgimento ma non ha visto il colpevole, ecc…).

 

10. recupero e rientro negli spogliatoi

L’arbitro a circa tre minuti dal termine del tempo di gioco decide e comunica i minuti da recuperare all’assistente uno, il quale riferisce al dirigente della società ospitante il recupero da segnalare con l’apposita tabella (solo se previsto dai singoli Comitati Regionali).
Il recupero deve essere segnalato allo scoccare dell’ultimo minuto del tempo e l’assistente uno deve controllare che il recupero venga effettivamente mostrato al pubblico.
Per quanto riguarda le modalità di rientro negli spogliatoi sia nel primo tempo che a fine gara l’obiettivo è di di avere sempre tutto sotto controllo, quindi solitamente l’assistente più vicino agli spogliatoi aprirà le file per controllare i primi calciatori che rientrano, l’arbitro seguirà circa a metà gruppo e chiuderà l’assistente più distante che verificherà la correttezza dei comportamenti degli ultimi calciatori rimasti nel recinto di gioco. In caso per esempio di particolari punti di uscita dal recinto di gioco è opportuno rapidamente percorrere mentalmente il da farsi in modo da non rimanere in impasse al momento dell’uscita.

 

> H) WHAT > cosa devo dire? Disposizioni disciplinari / comportamentali

 

01. collaborazione su espulsione calciatore

 

La parte di collaborazione relativa all’espulsione di un calciatore riguarda la divisione dei compiti nei momenti immediatamente successivi alla commina dell'espulsione. L’assistente più prossimo all’uscita dal recinto di gioco deve verificare che il calciatore espulso abbia effettivamente lasciato il recinto di gioco stesso, seguendolo visivamente, senza naturalmente venire meno ai propri compiti principali. L’arbitro, prima di riprendere il gioco, dovrà guardare l’assistente, il quale, con un cenno, farà capire che tutto è regolare.

Qualora il calciatore non fosse uscito dal recinto di gioco e tale situazione fosse sfuggita all’arbitro, prima di una indebita ripresa del gioco, l’assistente è tenuto a richiamarne subito l’attenzione, spiegando quanto stia succedendo, in modo che l’arbitro possa intervenire prontamente per favorire una celere e regolare ripresa di gioco.

 

02. errata espulsione

 

In casi di scambio di persona o “seconda” ammonizione ad un calciatore che non sia mai stato ammonito in precedenza, l’assistente che per primo se ne rende con certezza conto dovrà immediatamente segnalare l’errore all’arbitro, il quale procederà a rivedere la propria decisione.

Si raccomanda quindi, al fine di non commettere errori deprecabili, che anche gli assistenti tengano bene nota di quali siano i calciatori già ammoniti, avendo sempre coscienza vigile di tale aspetto. La questione dell’annotazione dei provvedimenti disciplinari dovrebbe essere chiarita da parte degli organi tecnici di riferimento. Solitamente se durante la gara vi fossero motivi per cui un assistente non fosse in grado di annotare il numero di un calciatore ammonito, causa lontananza o perché il calciatore si gira in modo da non riuscire ad identificarne il numero, l’assistente alla prima occasione in cui l’arbitro si trovi presso la propria zona, chiederà all’arbitro il numero di chi è stato ammonito. In ogni caso, nell’intervallo è necessario un controllo delle ammonizioni/espulsioni.

 

03. occupanti panchine e gestione proteste

 

In caso di ingerenze, proteste di lieve entità, commenti non consoni a voce alta da parte degli occupanti le panchine, l’assistente uno richiamerà i calciatori, concentrandosi di volta in volta sul colpevole, evitando richiami generici che potrebbero più facilmente non raggiungere lo scopo. L’assistente inoltre, a seconda delle situazioni, ne darà comunicazione all’arbitro con segnali convenzionali stabiliti proprio in sede di briefing quando vi sarà un utile contatto visivo.

In caso di prosecuzione di questi atteggiamenti o di proteste reiterate, o comportamenti meritevoli di interventi disciplinari, l’assistente uno avviserà l’arbitro che, secondo sue indicazioni, procederà con la commina delle sanzioni.

 

04. casi eccezionali

 

Negli episodi dell’ambio comportamentale / disciplinare si possono annoverare anche altri tipi di casistiche che possono portare a momenti di tensione. In tali casi è importantissimo avere a disposizione più dei due occhi dell’arbitro ed è fondamentale il continuo “dialogo” tra arbitro ed assistenti. Tra le infrazioni che possono richiedere un fondamentale contributo da parte dell’assistente per evitare contestazioni vi sono, ad esempio: un calciatore che evita la segnatura di una rete con una infrazione poco visibile, fallo di mano del portiere fuori dell’area di rigore, rete segnata con un tocco di mano (ancora più importante la collaborazione con le modifiche regolamentari recenti), doppia ammonizione senza espulsione, ecc.

Investire del tempo nel briefing per stabilire priorità, responsabilità e modus operandi in queste casistiche ed, eventualmente, altre di cui conosciamo la difficoltà, aiuta ad essere pronti e proattivi in campo.

 

05. mass confrontation

 

In collaborazione con l’arbitro l’assistente deve verificare e memorizzare i calciatori che più attivamente hanno generato o partecipato alla rissa, senza mai perdere il controllo degli altri giocatori o delle persone presenti nel recinto di gioco. Infatti è opportuno che entrambi gli assistenti abbiano un comportamento attivo, non solo di rendiconto ma di “presenza” verificando la possibilità di prevenire la partecipazione alla mass confrontation di altri calciatori, e verificando nel contempo eventuali tensioni tra panchine.

Se richiesto dall’arbitro l’assistente deve indicare con sicurezza e concisione il numero di maglia e la società di appartenenza del/dei giocatori coinvolti, con comunicazione riservata e non in presenza di altre persone. Fondamentale è il mantenimento della riservatezza per evitare fraintendimenti, quindi è opportuno prima che arbitro e assistente chiaramente allontanino eventuali calciatori che volessero restare in zona per poi, solo in seguito, confrontarsi.

 

06. sostituzioni

 

L’assistente uno, tra i suoi compiti specifici, ha il controllo delle procedure di sostituzione. Egli deve richiamare l’attenzione dell’arbitro solo quando il calciatore di riserva è pronto all’altezza della linea mediana ed il dirigente accompagnatore ha preparato la tabella per le sostituzioni.

Se l'arbitro non si avvede subito della segnalazione dell’assistente uno per la sostituzione, l’assistente due dovrà richiamare l'attenzione dell'arbitro eseguendo anch’egli la segnalazione (in gergo si dice: fare specchio).

In tali casi è bene ricordare in fase di briefing le direttive dell’organo tecnico, ad esempio la consequenzialità delle azioni che portano all’effettiva sostituzione, a partire dalla comunicazione all’assistente da parte dei dirigenti della squadra, della volontà di sostituzione e la conseguente gestione dell’incombenza.

Ricordo che con le nuove regole sul punto di uscita del calciatore in caso di sostituzione è possibile che il calciatore sostituito non esca all’altezza della mediana, quindi nei pressi del subentrante, in tal caso è necessario che l’assistente uno prima di far entrare il subentrante, tramite contatto visivo con l’arbitro, si accerti dell’effettiva uscita dal terreno di gioco del sostituito e, solitamente, attenda autorizzazione dell’arbitro tramite cenno del braccio.

Un altro momento in cui la collaborazione dell’assistente potrebbe essere richiesta è il rientro nel terreno di gioco di un calciatore che sia uscito per regolarizzare l’equipaggiamento. Con le recenti modifiche regolamentari potrà rientrare solo previa autorizzazione espressa dell’arbitro a seguito di verifica da parte di un ufficiale di gara. Il regolamento quindi consente di effettuare le verifiche a qualunque ufficiale di gara anche a gioco in svolgimento. In ogni caso, l’assistente, anche se chiamato a questo compito, non dovrà mai tralasciare le priorità del suo ruolo (allineamento, fuorigioco, valutazioni falli, controllo linee perimetrali, ecc…) per effettuare tali verifiche. Salvo casi eccezionali, si consiglia di effettuare, solo a gioco fermo, i controlli richiesti (anche delegati dall’arbitro all’assistente) nei casi di cui sopra.

 

> I) CONCLUSIONI

 

Il briefing, come abbiamo visto, è un momento molto importante in cui si comincia quell’atto di prevenzione che può risolvere a priori alcuni dei momenti cruciali della gara, inoltre prepara la squadra al proprio compito e permette di creare una sinergia.

Poiché non si può parlare di tutto occorre selezionare con cura gli argomenti da trattare, a seconda della composizione della terna, della gara da arbitrare, delle variabili ambientali.

Concetti chiari, argomenti supportati da messaggi diretti evitando lunghi giri di parole che possono creare fraintendimenti e abbassano la qualità della comunicazione rendendo meno efficace il confronto.

Abituatevi ad utilizzare sempre più o meno la stessa scaletta di argomenti per evitare di lasciare dubbi o di non affrontare qualcuno degli argomenti di cui volete parlare.

La gestione della gara spetta all’arbitro ed è lui che determina soglie tecniche e disciplinari. L’arbitro deve comunque avere una supervisione su tutto quello che accade perché sarà lui a prendersi comunque la responsabilità delle decisioni finali.

In campo l’arbitro deve mantenere sempre alta la soglia dell’attenzione e non delegare integralmente su aspetti che in prima istanza sono di competenza degli assistenti. Alla luce di ciò, per quanto sia utile ed opportuno il dialogo e il confronto, è sempre l’arbitro che dà le disposizioni. 

Serve concretezza evitando di affrontare argomenti su casistiche altamente improbabili o scendere troppo nei particolari, l’esperienza di ognuno poi porterà ciò che serve alla squadra per uscire bene da tutti gli accadimenti, supportandosi vicendevolmente con il contributo di tutti.

 

Siamo giunti alla fine dell’ultima parte di questo approfondimento, il quadro fornito non è naturalmente esaustivo, ma presenta molte delle argomentazioni che possono essere affrontate in sede di briefing, che si presenta come ulteriore arma nella faretra degli arbitri per diminuire gli errori e ottenere il rispetto attraverso una preparata collaborazione e la giusta base per risultare autorevoli anche attraverso una forte ed efficace immagine di squadra.

ph Lillo D'Ascola

Massimo Dotto

Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.

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