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[1] Le direttive del Settore Tecnico AIA: la gravità dei falli
Pubblicato da      11/01/2021 11:39:00    0 Commenti
[1] Le direttive del Settore Tecnico AIA: la gravità dei falli

Contenuto dell’articolo (parte 1):

> La gravità dei falli, la conoscenza e la percezione

> Il Settore Tecnico, le direttive e l’evoluzione del calcio

> Il regolamento e le categorie dei falli secondo gravità

> lo spirito delle direttive del Settore Tecnico

> Negligenza, Imprudenza e Vigoria Sproporzionata

 

Contenuto dei prossimi articoli (parte 2 e parte 3):

> Gli elementi di valutazione del fallo

>> intenzione o “malizia” del contrasto.

>> velocità ed intensità del contrasto

>> possibilità di giocare o contendere il pallone

>> direzione, posizione e distanza da cui è portato il contrasto

>> tempistica del contrasto

>> punto del contatto

>> “atmosfera” della gara

> Il VAR e i cartellini rossi

> principi generali di valutazione

>> la forza ovvero la velocità unita all’intensità

>> la contesa e l’opportunità di giocare il pallone

>> la parte del corpo utilizzata per il contrasto

>> la posizione del corpo o degli arti di chi colpisce

>> la posizione di contatto sul corpo di chi viene colpito

> L’applicazione del vantaggio nelle fattispecie analizzate

> I contrasti “bassi”

> i contrasti “alti”

 

> La gravità dei falli, la conoscenza e la percezione

Crotone Juventus espulsione di Federico Chiesa, Juventus Fiorentina espulsione di Juan Cuadrado, Benevento Milan espulsione di Sandro Tonali.
Solo per citare alcuni dei casi più eclatanti che hanno riempito le cronache dei media negli ultimi tempi. Tutti questi casi sono riconducibili ad una parte del regolamento che riguarda necessariamente scelte soggettive in cui l'arbitro deve utilizzare conoscenze regolamentari, conoscenze delle direttive del proprio settore tecnico ed esperienza per decidere se un intervento sia meritevole di cartellino e se questo cartellino debba essere giallo oppure rosso. Parliamo in questo approfondimento della gravità dei falli analizzando le direttive ufficiali del Settore Tecnico dell’Associazione Italiana Arbitri.

Spesso nell'idea del tifoso c'è una netta convinzione di mancanza di uniformità da parte degli arbitri. Spesso tale convinzione deriva da una scelta dettata dal tifo, dall'emozione e dal sentore che il tifoso stesso ha nel momento in cui giudica in diretta una scelta o, a caldo, subito dopo il termine della gara, specie se questa non è andata come sperava. Il tutto è condito da una generale mancanza di conoscenza non solo della parte regolamentare relativa ma soprattutto della parte delle direttive che aiutano in modo fondamentale a interpretare il regolamento del gioco del calcio che, come abbiamo detto, è necessariamente soggettivo in questi casi. Tale mancanza di conoscenza è riscontrabile anche in diverse tipologie di addetti ai lavori, un po’ per la difficoltà dell’argomento, un po’ perché non è facile reperire fonti chiare e sicure.

 

> Il Settore Tecnico, le direttive e l’evoluzione del calcio

Il Settore Tecnico dell'Associazione Italiana Arbitri, in particolare negli ultimi tempi, sta facendo un buon lavoro producendo del materiale decisamente utile per gli arbitri, gli assistenti, gli osservatori arbitrali e quanti facciano parte dell'associazione stessa. Si tratta di materiale che nella forma e nel contenuto ricalca quello prodotto in passato dall’IFAB, dalla FIFA o che ho e abbiamo reso disponibile nel gruppo Regolamento del Giuoco del Calcio e Casistica di Facebook da più di 6 anni a questa parte.

Il buon lavoro svolto ha però un limite che non è ancora stato superato (non è mia intenzione capire la motivazione) ovvero la mancanza di diffusione pubblica di questa documentazione (video, spiegazioni, analisi, schemi…). 

Dal canto mio ho deciso di sfruttare la possibilità di diffondere le direttive ufficiali perché ho avuto modo di studiarle, approfondirle e farle mie, quindi sono in grado di trasmettere a tutti voi la conoscenza necessaria per poter giudicare meglio quanto succede sul terreno di gioco per quanto riguarda, in questo caso, il giudizio disciplinare sulla gravità dei falli, riportandovi quanto realizzato ottimamente da altri ed integrandolo con quanto di mia competenza.

Nella storia del calcio la percezione della pericolosità degli interventi è cambiata con gli anni, con gli stili di gioco, con la velocità del gioco stesso. Negli anni è cresciuta sempre più la consapevolezza che la tutela della salute del calciatore debba essere uno dei cardini su cui si basa la formulazione del regolamento del gioco del calcio. Di conseguenza, la formulazione delle direttive che ne devono dare la corretta interpretazione è stata sempre più precisa, dato che il calcio più tecnico ha fatto in modo che i calciatori fossero più bravi a spostare il pallone e ad indurre l'avversario ad intervenire in ritardo, e la preparazione fisica ha fatto in modo che l’intensità dei contrasti potesse diventare sempre maggiore. La velocità del gioco è aumentata, i calciatori sono sempre più atleti completi, c’è necessità quindi un regolamento che riesca a far mantenere il tono agonistico di una gara all'interno di binari accettabili. Di seguito quindi deve aumentare la conoscenza e l’abilità degli arbitri.

Di seguito vi elenco le direttive del Settore Tecnico AIA a cui aggiungerò qualche dettaglio ulteriore e dei richiami al regolamento del gioco del calcio.

 

> Il regolamento e le categorie dei falli secondo gravità

La parte regolamentare che ci permette di giudicare la punibilità disciplinare di un intervento di gioco destinatario di una espulsione diretta, per la fattispecie che andremo analizzare di seguito, si trova nella regola 12 a pag. 96:
“Infrazioni passibili di espulsione
Un calciatore titolare, di riserva o sostituito deve essere espulso se commette una delle infrazioni seguenti:
[...]
- è colpevole di un grave fallo di gioco
[...]
- è colpevole di condotta violenta “

Il regolamento ci dà anche le due definizioni che ci permettono di distinguere tra queste due tipologie di infrazione, entrambe le quali portano alla commina di un cartellino rosso, ma si tratta di tipologie che potrebbero avere in sede di giudizio del giudice sportivo una diversa valenza in termini di giornate di squalifica, infatti solitamente la condotta violenta viene punita con maggiore severità, proprio per la peculiarità intrinseca che si discosta enormemente da quello che chiamiamo sport.

Le due parti che ci interessano sono nella regola 12 a pag. 97:
“Grave fallo di gioco
Un tackle o un contrasto che mette in pericolo l’incolumità di un avversario o commesso con vigoria sproporzionata o brutalità deve essere sanzionato come grave fallo di gioco. Qualsiasi calciatore che, in un contrasto per il possesso del pallone, colpisca un avversario da davanti, di lato o da dietro, utilizzando una o entrambe le gambe, con vigoria sproporzionata o che metta in pericolo l’incolumità di un avversario, si rende colpevole di un grave fallo di gioco.

Condotta violenta:
Un calciatore si rende colpevole di condotta violenta quando usa o tenta di usare vigoria sproporzionata o brutalità contro un avversario in mancanza di contesa per il pallone, o contro un compagno di squadra, un dirigente, un ufficiale di gara, uno spettatore o qualsiasi altra persona, a prescindere dal fatto che si concretizzi o no un contatto. Inoltre, un calciatore che, in mancanza di contesa per il pallone, colpisce intenzionalmente con le mani o le braccia un avversario o qualsiasi altra persona sulla testa o sul volto è colpevole di condotta violenta, a meno che la forza usata sia irrilevante.”

Nella condotta violenta è interessante in particolare l'ultima parte perché corrisponde ad una modifica relativamente recente nel regolamento del gioco del calcio, che permette di tutelare ulteriormente i destinatari di interventi violenti ma non particolarmente brutali, in contesti però in cui non sussista la contesa del pallone e quindi, in tali casi, la violenza diventi evidentemente gratuita.

 

> lo spirito delle direttive del Settore Tecnico

Veniamo quindi alla spiegazione del Settore Tecnico per quanto riguarda queste tipologie di interventi che contengono i parametri ufficiali di valutazione non solo dell'intensità, ma per un giudizio più complessivo di tutte le sfumature da tenere presenti per giungere alla corretta decisione tecnica e disciplinare. Così potremmo finalmente avere maggiori strumenti per discutere cum grano salis determinati accadimenti e capire soprattutto quale sia la reale difficoltà nell’esprimere un giudizio che nella maggioranza dei casi non è netto come taluni, specie ad una analisi superficiale, possono percepire.

Il Settore Tecnico sottolinea inizialmente, nella propria documentazione, la necessità di considerare il calcio come uno sport di contatto, il quale non deve essere né vietato né punito automaticamente.

L'analisi parte dal concetto di “challenge” ovvero di contesa del pallone in cui un calciatore può trovarsi a cercare di giocare o sottrarre il pallone a uno o più avversari per conquistarne il possesso. Visto che tale azione spesso porta i contendenti al contatto, si deve essere in grado di giudicare sia tecnicamente che disciplinarmente queste situazioni.

L'analisi parte naturalmente dallo spirito del gioco sottolineando il fatto che spesso tra un contatto corretto e uno non corretto vi è una linea piuttosto sottile e che la capacità di collocare un intervento da una parte o dall'altra sia una delle peculiarità per cui anche si giudica la bravura di un arbitro. Tale bravura, in caso di contatti fallosi, si deve riscontrare anche nella capacità di capire se un intervento merita anche un cartellino e di che colore debba essere tale cartellino

Secondo la regola 12 del regolamento un calciatore che effettua un tackle o contrasta un avversario in un modo considerato dall'arbitro negligente, imprudente o con vigoria sproporzionata dovrà essere sanzionato assegnando alla squadra avversaria un calcio di punizione diretto e, rispettivamente, non subirà alcun provvedimento disciplinare o verrà ammonito oppure espulso.

Particolare attenzione viene data alla contesa del pallone portata con un tackle, ovvero con il piede solitamente allungato o addirittura con il calciatore lanciato in scivolata con il piede a livello del terreno di gioco od in aria. I contrasti portati appunto con le gambe o i piedi sono solitamente definiti “bassi” e si distinguono da quelli portati con la parte superiore del corpo che vengono etichettati come “alti”.

 

> Negligenza, Imprudenza e Vigoria Sproporzionata

Quali sono quindi le definizioni dei termini succitati che possono cominciare a guidarci attraverso la categorizzazione di un fallo, a seconda della gravità disciplinare? Il regolamento nella regola 12 a pag 88 dice:

“- “Negligenza” significa che il calciatore mostra una mancanza di attenzione o considerazione nell’effettuare un contrasto o che agisce senza precauzione. Non è necessario alcun provvedimento disciplinare. 

- “Imprudenza” significa che il calciatore agisce con noncuranza del pericolo o delle conseguenze per l’avversario e per questo deve essere ammonito. 

- Con “vigoria sproporzionata” si intende che il calciatore eccede nell’uso della forza necessaria e mette in pericolo l’incolumità di un avversario e per questo deve essere espulso. “

Tali categorie non hanno una netta distinzione ed anzi si tende a rappresentare la gravità del fallo, da quello meno grave a quello più grave, come una fascia che passa dal non fallo, al fallo negligente, al fallo imprudente, fino ad arrivare al fallo commesso con vigoria sproporzionata, ma tra una tipologia all'altra vi è una zona grigia in cui l'abilità dell'arbitro deve portarlo a discernere con particolare attenzione.

L’arbitro deve districarsi all'interno delle zone grigie considerando anche il quadro generale della gara ovvero verso dove è indirizzato l'agonismo della gara stessa. In questi casi si parla di modulazione del metro di giudizio ed è per questo motivo che alle volte interventi apparentemente identici, che cadono nel mezzo di una zona grigia, vengono giudicati in modo diverso a seconda della gara in cui ci troviamo o addirittura, in qualche modo, all’interno del particolare momento della gara. 

La prossima settimana continueremo l’approfondimento che ci porterà ad addentrarci ancora di più nelle direttive e nelle metodologie del Settore Tecnico per valutare la gravità dei falli, con la speranza che si potranno avere maggiori e migliori elementi per giudicare sia da dentro che da fuori il terreno di gioco.

 

Massimo Dotto

Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.

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