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L'inutilità dei guardalinee
Pubblicato da      22/04/2021 12:04:31    0 Commenti
L'inutilità dei guardalinee

Correva l'anno 1996, Sepp Blatter, allora segretario generale della FIFA, colse al volo l'idea della federazione svizzera di introdurre una sorta di “guardalinee elettronico”. La tecnologia, allora avveniristica, consentiva, tramite l’utilizzo di bandierine speciali, di richiamare prontamente l’attenzione dell'arbitro in modo da velocizzare le comunicazioni e renderle più chiare. Il guardalinee (allora si chiamava ancora così) poteva infatti premere un pulsante sulla bandierina che trasmetteva un segnale alla ricevente dell'arbitro. All'inizio fu un "bip", poi si ebbe l'idea ancora migliore di una vibrazione, che non potesse essere persa nei rumori di una partita di calcio. Da allora tale innovazione è entrata nell’uso comune del calcio professionistico anche in Italia.
Bene, ottimo, un aiuto efficace in più.

Correva l'anno 2007, arriva in Italia il contatto audio tra arbitri e assistenti (il nome nel frattempo è cambiato, proprio anche grazie alla novità delle bandierine elettroniche, che era aiuto fondamentale per cambiare ed evolvere il ruolo dei due collaboratori degli arbitri). Altra novità, altra rivoluzione. Da quel momento gli assistenti potevano dialogare con l'arbitro, velocizzare enormemente i tempi di risoluzione dei problemi ed essere enormemente più efficaci dal punto di vista della prevenzione. Tutto grazie ad un “semplice” microfono e un auricolare che ha dato la possibilità di parlare, anche col quarto ufficiale, durante tutta la gara.
Bene, ottimo, un aiuto in più. Ma la diffidenza all’inizio serpeggiava, poiché i benefici nell'immediato non furono pienamente visibili. D'altronde l'abitudine di decenni aveva bisogno di essere cambiata e il nuovo strumento affinato con tecniche e modalità di utilizzo specifiche, che con gli anni sono sempre più migliorate. Tale utilità è stata certificata dal fatto a tutt’oggi sia uno degli strumenti più utili nell’arbitraggio di una gara.

Veniamo ai giorni nostri. Arranca (corre mi pare un po' troppo, visto il periodo) l'anno 2021, si profila un'altra novità: Arsène Wenger, direttore del dipartimento sviluppo del calcio Fifa, annuncia una nuova tecnologia che permette il rilevamento del fuorigioco “full-automated”. Già dal mondiale per club in Qatar, infatti, si è utilizzato come metodo sperimentale il "semi-automated", ovvero la comunicazione in tempo reale della posizione di fuorigioco alla VOR (Video Operation Room) dove il VAR (e l'AVAR) potevano poi verificare la segnalazione ricevuta, prendendo le decisioni in merito.
L'obbiettivo ora è un ulteriore passo avanti, per i campionati mondiali 2022: rilevare la posizione di fuorigioco con una tecnologia che si basa si principi del GPS e segnalarla direttamente all'assistente, in tempo “quasi reale”.
Bene, ottimo, ma è un aiuto? Per molti no, ovvero per molti tale novità sancisce un punto di non ritorno. A questo punto, infatti, a cosa servono i "guardalinee"? Lasciamo solo la tecnologia che prenda il posto dei due atleti "inutili" a bordo campo! Semplice…

Fermiamoci un attimo.

Probabilmente, anzi sicuramente, c'è qualcosa di poco chiaro nella conoscenza della figura dell'assistente. Noi, che siamo "addetti ai lavori", probabilmente abbiamo un punto di vista diverso, sicuramente abbiamo molte più conoscenze che ci permettono di non cadere in questo bias cognitivo. Ora cercherò, come sempre, di fare chiarezza.

La tecnologia che si sta sperimentando, come già succede per la Goal Line Tecnology con l'arbitro che viene avvertito quando il pallone ha superato interamente la linea di porta in caso di rete, sarà collegata ad un "orologio" speciale in dotazione agli assistenti, avvertendoli di una posizione di fuorigioco. Attenzione: posizione.
Quindi gli assistenti diventano inutili? Assolutamente no.
Come tutti (?) sappiamo la posizione di fuorigioco è solo uno delle due macro-caratteristiche che portano alla sanzione dell'infrazione di fuorigioco. Le due caratteristiche, infatti, sono: la posizione da una parte e l'impatto sull'azione dall’altra.

 Il regolamento, infatti, nella regola 11 "Fuorigioco" a pag. 85 e pag. 86 è diviso in due parti ben distinte, come possiamo vedere:

"1. POSIZIONE DI FUORIGIOCO
Essere in posizione di fuorigioco non è di per sé un’infrazione.
Un calciatore si trova in posizione di fuorigioco se:
- una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è nella metà avversaria del terreno di gioco (esclusa la linea mediana) e
- una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è più vicina alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone, sia al penultimo avversario.

Le mani e le braccia di tutti i calciatori, compresi i portieri, non sono da considerare.

Un calciatore non si trova in posizione di fuorigioco se si trova in linea con:
- il penultimo avversario
oppure
- gli ultimi due avversari

2. INFRAZIONE DI FUORIGIOCO
Un calciatore in posizione di fuorigioco nel momento in cui il pallone viene giocato o toccato (Per tale valutazione deve essere preso in considerazione il primo punto di contatto con il
pallone “giocato” o “toccato”)  da un suo compagno deve essere punito soltanto se viene coinvolto nel gioco attivo:
- interferendo con il gioco, giocando o toccando il pallone passato o toccato da un compagno
oppure
- interferendo con un avversario:
 - - impedendogli di giocare o di essere in grado di giocare il pallone, ostruendogli chiaramente la linea di visione, o
 - - contendendogli il pallone, o
 - - tentando chiaramente di giocare il pallone che è vicino quando questa azione impatta sull’avversario, o
 - - facendo un’evidente azione che chiaramente impatta sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone
oppure
- traendo vantaggio (da tale posizione) interferendo con un avversario o giocando il pallone quando:
 - - è rimbalzato o è stato deviato dal palo o dalla traversa, da un ufficiale di gara o da un avversario
 - - è stato effettuato intenzionalmente un “salvataggio” da un avversario

Un calciatore in posizione di fuorigioco che riceve il pallone da un avversario, il quale lo gioca intenzionalmente, compreso con mano / braccio, non è considerato aver tratto vantaggio, a meno che non fosse un salvataggio intenzionale di un avversario."

Come vediamo quindi una cosa è rilevare chi sia in posizione di fuorigioco, una cosa è rilevare chi abbia impatto con l’azione. Se e solo se entrambe le situazioni riguardano lo stesso calciatore, allora siamo in presenza di una posizione di fuorigioco punibile, e l’arbitro deve fermare il gioco, grazie all’aiuto dell’assistente.
Quindi, quella che viene proposta quest’anno, è una innovazione che non viene introdotta per sostituire gli assistenti, dato che impatta solo su una delle caratteristiche del fuorigioco, ma è una innovazione che, come avvenne nel 1996 e nel 2007, serve come supporto agli ufficiali di gara e quindi al gioco del calcio, per coadiuvare la scelta su una sola caratteristica dell'infrazione. Quanto riguarda la valutazione del punto 2 del regolamento sarà ancora pienamente sulle spalle di assistente ed arbitro e affidato alla loro piena discrezionalità. E non potrebbe essere diverso.

Quello che probabilmente non si è capito è che l'introduzione del “full-automated”, oltre a dare all'assistente una maggiore sicurezza della propria scelta, permette allo stesso solo di reagire con maggiore velocità, evitando l'attuale necessità di non alzare la bandierina in caso di dubbio, quando ci si trova di fronte ad azioni da rete, demandando la certezza del fuorigioco al controllo del VAR, che avviene in un secondo momento.
Attualmente infatti, senza tale tecnologia, in caso di fuorigioco concretizzato, la scelta posticipata porta comunque ad una importante perdita di tempo, alla concreta possibilità di ammonizioni (per esempio per evitabili festeggiamenti non consoni) e a frustrazione da parte di calciatori e tifosi che festeggerebbero una rete "per nulla". In caso di non fuorigioco, attualmente c'è comunque un tempo in cui il festeggiamento è in qualche modo sopito in attesa della conferma da parte del VAR. Il “full-automated” permetterebbe di segnalare con maggiore prontezza il fuorigioco (si parla del fatto che il sistema impieghi circa 5 secondi per stabilire la corretta posizione), dando "sicurezza" all'assistente.

Tra l'altro non in tutti i casi! Dato che le posizioni possibili di fuorigioco, specie per esempio in caso di punizioni dalla trequarti con un numero elevato di calciatori in linea, possono essere molte e contemporanee, probabilmente non è possibile segnalare all'assistente quale calciatore sia effettivamente in fuorigioco, rischiando di segnalare come “in fuorigioco” un calciatore che poi non ha alcun impatto sull'azione. Inoltre, possono esserci casi di fuorigioco successivi, separati da frazioni di secondo, e in tal caso come si potrebbe segnalare all’assistente quale è con precisione la posizione da eventualmente punire?

Si sono fatti enormi passi avanti negli ultimi anni verso la "giustizia" nel calcio, verso la possibilità di ristabilire la verità del campo limitando al minimo gli errori arbitrali. La tecnologia ha permesso un livello qualitativo arbitrale sempre più alto, per quanto riguarda alcuni tipi di errori. Dopo le bandierine elettroniche nel (neanche troppo) lontano 1996, dopo gli auricolari utilizzati in Italia dal 2007, dopo la Goal Line Tecnology sperimentata nel 2012 e utilizzata in Brasile 2014, dopo il VAR che abbiamo visto da Russia 2018 e che evolve continuamente pur essendo "appena nato", ecco un nuovo aiuto per gli ufficiali di gara. Non uno strumento che possa prendere il posto degli assistenti!

Ora che il motivo dell'introduzione del “full-automated offside” è più chiaro, come probabilmente è più chiaro il suo funzionamento, ora che il fondamentale apporto degli assistenti sul fuorigioco è stato nuovamente ribadito, come la loro fondamentale esistenza, non ci resta che fugare gli ultimi dubbi sull'utilità dei "guardalinee" facendo capire in quante occasioni l'apporto e la collaborazione degli assistenti sia fondamentale.
Ma questo argomento merita un approfondimento a sé stante che porterò con un nuovo articolo...

Massimo Dotto

Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.

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