- Massimo Dotto
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Mi sono imbattuto in questi giorni in diversi forum e social network, anche internazionali, in un famoso video di una rete di Antonio Cassano in un Roma - Juventus del 07/02/2004 (video facilmente reperibile in rete) in cui il calciatore della Roma segna una rete e subito dopo si toglie la maglia per festeggiare e, con una rincorsa, sferra un calcio alla bandierina d'angolo tanto forte da spezzarla. Tale video ha generato un discreto dibattito disciplinare spesso però poco basato sulla realtà dei fatti e sulla reale conoscenza del Regolamento.
Ho deciso quindi di approfondire l'argomento.
Elenco degli argomenti trattati nell'articolo:
- La scelta di Collina
- La domanda fondamentale
- La verità storica
- La questione aperta
- La strada per la verità
- La giusta scelta
La scelta di Collina
L'arbitro di quella gara era Pierluigi Collina, nel pieno di quella maturità tecnica e caratteriale che lo fa annoverare tra gli arbitri migliori di tutti i tempi. In quella occasione egli, a fronte dell'eccesso di esultanza del calciatore barese, estrasse "solamente" il cartellino giallo.
Di questo episodio ne parlavo qualche giorno prima che tornasse alla ribalta anche con Lorenzo Fontani, dal mio punto di vista in assoluto uno dei più capaci giornalisti esperti di arbitraggio del panorama italiano, proprio per argomentare la corretta punibilità di tale situazione, sia allora che al giorno d'oggi. In questi giorni se ne sono lette di tutti i colori a riguardo, quindi provo a fare un po' di chiarezza.
La domanda fondamentale
C'è principalmente una domanda che gira a riguardo: è stato giusto dare solo un giallo al calciatore che si è tolto la maglia e poi con un forte calcio ha spezzato la bandierina d'angolo?
La risposta, se la domanda è quella appena riportata, è piuttosto semplice a patto di avere una conoscenza approfondita del Regolamento del Gioco del Calcio e della sua evoluzione. Infatti il Regolamento evolve, spesso anche repentinamente, ed ogni anno le nuove versioni, che poi facciamo nostre, ci inducono a giudicare gli episodi "col senno di poi" rischiando però di prendere delle cantonate storiche.
Secondo il Regolamento vigente nei primi mesi del 2004 l'arbitro ha fatto bene a “solo” ammonire il calciatore, oltre ogni ragionevole dubbio, dato che l'ammonizione per aver festeggiato in modo eccessivo la segnatura della rete è dovuta, mentre quella per essersi tolto la maglia non era ancora entrata nelle direttive e nelle pagine del Regolamento.
Non servono ulteriori ragionamenti od elucubrazioni mentali particolari, infatti è semplicemente una questione di date.
La verità storica
La gara è del febbraio 2004 mentre la precisazione sulla punibilità disciplinare del "levarsi la maglia" è stata introdotta nella circolare 1 del regolamento 2004/2005 nelle decisioni IFAB: "Un calciatore che si toglie la maglia dopo aver segnato una rete, sarà sanzionato con un’ammonizione per comportamento antisportivo. Motivo: Togliersi la maglia dopo aver segnato una rete non è necessario. I calciatori devono evitare tali eccessi nel celebrare una rete."
Quindi allora fu giusto solo ammonire il calciatore, infatti l'ammonizione per il fatto di togliersi la maglia è entrata in vigore dal 1 luglio 2004.
Tecnicamente non ci sono "ma" che tengano.
Come vedete lo studio del regolamento ha dei curiosi e talvolta inaspettati risvolti, ma è come un po' in tutte le cose della vita: studiare porta conoscenza e aiuta a dare le risposte corrette.
A margine: solo nella versione del 2008 fu introdotta l'ammonizione per "sollevare sopra la testa" la maglia, integrando l'infrazione dovuta al fatto di toglierla. Infatti in tale versione del regolamento si legge: "Ad un calciatore è consentito esultare dopo la segnatura di una rete?
Sì, purché tale manifestazione non ecceda in misura per modalità e/o durata (come ad esempio quando il calciatore si attarda fuori del terreno di gioco, o si arrampica sulla rete di recinzione, si copre il volto con la maglia o se la toglie del tutto). Verificandosi tali comportamenti, il calciatore deve essere ammonito"
La questione aperta
La domanda interessante a questo punto è la seguente:
Al giorno d'oggi come dobbiamo comportarci?
Il regolamento attualmente in vigore (2019/2020) dice:
"Festeggiamenti di una rete
I calciatori possono festeggiare la segnatura di una rete, ma tale festeggiamento non deve essere eccessivo; i festeggiamenti con coreografie non devono essere incoraggiati e non devono causare eccessiva perdita di tempo. Uscire dal terreno di gioco per festeggiare una rete non è di per sé un’infrazione passibile di ammonizione, ma i calciatori devono ritornare sul terreno di gioco il più rapidamente possibile.
Un calciatore deve essere ammonito, anche se la rete non viene convalidata, se:
• si avvicina agli spettatori in un modo che causa problemi di sicurezza e/o per l’incolumità e/o si arrampica sulla recinzione
• fa gesti o agisce in un modo provocatorio o derisorio
• si copre la testa o il volto con una maschera o altro oggetto similare
• si toglie la maglia o copre la testa con la maglia"
Come sappiamo, però, la corretta applicazione del Regolamento passa anche attraverso la conoscenza dello spirito con cui il legislatore ha formulato quanto scritto nelle sue pagine. Quindi nell'analisi di una tal casistica che vede due distinti momenti "anomali", ovvero il togliersi la maglia e il calciare con forza la bandierina, dobbiamo affidarci anche all'esperienza e alle indicazioni degli Organi Tecnici e, in primis, del Settore Tecnico.
La strada per la verità
Sappiamo che, specie nel festeggiamento delle reti, si tende ad accorpare diverse analoghe infrazioni in una sola, comminando appunto solo una ammonizione. Nel nostro caso togliersi la maglia durante i festeggiamenti è codificata come infrazione passibile di ammonizione. Inoltre dare un calcio alla bandierina così forte da spezzarla è indubbiamente un eccesso di festeggiamento.
Devo dire di aver inizialmente preso in considerazione l’opportunità di comminare due distinte ammonizioni per le due "distinte infrazioni", però, ragionando con alcune persone che reputo conoscitori del regolamento sia per ruolo che per passione, e concentrandomi soprattutto sullo spirito della regola, ho verificato che la scelta che si palesa decisamente più opportuna è quella di comminare, anche oggi, una sola ammonizione.
Vediamo perché.
Quando ci troviamo di fronte ad un fallo imprudente che interrompe una importante azione da rete, teoricamente il motivo per il cartellino giallo è duplice. Infatti sia l'imprudenza che la SPA (stop promising attack) sono punibili disciplinarmente con l'ammonizione. Però la Regola 5 prevede, nel paragrafo "provvedimenti disciplinari" il seguente modus operandi: "punisce l’infrazione più grave in termini di provvedimento disciplinare, ripresa del gioco, gravità fisica e impatto tattico, quando più infrazioni si verificano contemporaneamente". Quindi nel caso del fallo succitato si punisce solo con un provvedimento disciplinare perché l'infrazione è, di fatto, una sola.
Nel caso dei festeggiamenti la "contemporaneità" viene in qualche modo dilatata a tutto il tempo del festeggiamento e quindi ciò che accade in tal lasso di tempo, se avvenuto per una motivazione unica di fondo, viene considerato unico motivo di ammonizione.
La giusta scelta
Come dimenticare per esempio l'ammonizione di Florenzi nel settembre 2014 con il calciatore che, dopo la segnatura di una rete, salì sugli spalti andando ad abbracciare sua nonna? In quel caso vi fu perdita di tempo, salita sugli spalti e una sorta di potenziale pericolo nel "mischiarsi ai tifosi". Ma l'esultanza eccessiva era, in pratica una sola. Ed infatti venne ammonito. Come dimenticare numerosi festeggiamenti con i calciatori che corrono verso i propri tifosi, magari attraversando la pista di atletica e si arrampicano sulle reti, perdendo più tempo del dovuto? In quei casi la soluzione disciplinare è sempre una sola ammonizione.
La motivazione dell’unica ammonizione in caso di una esultanza analoga a quella di Cassano del 2004, anche se divisa in due momenti, è proprio l’intento unico: festeggiare. Quindi sarebbe stato giusto comminare un solo cartellino giallo a Cassano nel 2004 anche se il togliersi la maglia allora fosse già stato punibile.
Diverso sarebbe se il calciatore si togliesse la maglia per festeggiare e, per esempio, rompesse la bandierina con chiaro intento di contestare l'arbitro o l'assistente (comportamento che sarebbe da capire in base agli accadimenti e che dovrebbe essere inequivocabilmente identificabile come atto di contestazione all'ufficiale di gara).
In tal caso pur essendo, all'atto pratico, la stessa doppia azione del caso in esame in questo articolo, la motivazione del primo gesto e del secondo porterebbero a due ammonizioni distinte per due motivi distinti; eccesso di esultanza da una parte per essersi tolto la maglia, proteste con gesti dall'altra per aver spezzato la bandierina. In quel caso si procederebbe col doppio giallo e quindi con il conseguente cartellino rosso.
Vi ricordo che se siete arbitri, tali ragionamenti e tali valutazioni è opportuno che vengano fatti confrontandovi con i vostri Organi Tecnici di riferimento, non esitate a fare loro domande in merito, è sempre meglio sbagliare e togliersi un dubbio a parole che essere vittime di una errata convinzione nei fatti, magari durante una gara...
Massimo Dotto
Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.
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