Cosa aspettarci dall’A.I.A. e dalle spiegazioni dei casi arbitrali

L’Associazione Italiana Arbitri ha annunciato, già da qualche tempo, la volontà di dare una svolta alla propria comunicazione, introducendo un'importante novità mediatica. Ora i tempi sono ritenuti maturi per spiegare ufficialmente al grande pubblico alcuni degli episodi arbitrali, probabilmente i più controversi e dibattuti, che coinvolgono le squadre dei maggiori campionati italiani.
Le fonti sono limitate e le anticipazioni non sono state ancora completamente confermate, ma possiamo già dire qualcosa a riguardo. Si tratta sicuramente di un'iniziativa attesa da molto tempo, specie nel mondo arbitrale, poiché la mancanza di cultura calcistica e di conoscenza del regolamento è palese nel nostro Paese e gli effetti sulla mancanza di rispetto sono purtroppo tangibili.
Il Presidente dell’A.I.A. Trentalange ha annunciato l’iniziativa con queste parole: “A noi piacerebbe avere uno spazio, un canale di comunicazione che dobbiamo aprire per poter dare chiavi di lettura tecniche: credo sia per il bene del calcio. Con la Federazione ci stiamo pensando, ci stiamo lavorando e attivando, c’è un lavoro intenso in questo senso”.
Non è ancora chiaro con che modalità verrà fornito il “servizio” previsto, diverse sono le possibilità: una app per smartphone, oppure un canale tematico su YouTube o altre piattaforme, ma più probabilmente sarà una sorta di registrazione in studio (magari nell’International Broadcast Center della Lega di Serie A a Lissone, sede delle sale VAR centralizzate) poi affidata, per la diffusione, a diversi broadcaster o reti televisive. Infatti, tra gli altri, uno degli obiettivi che l’Associazione si prefigge con tale iniziativa è anche monetizzare, ovvero trovare una fonte di introito che le piattaforme “libere” potrebbero non garantire. Personalmente ritengo comunque poco probabile quindi l’utilizzo di streaming a pagamento stile Twitch, presumibilmente si resterà più sul tradizionale, sfruttando il mezzo televisivo come preferenziale, e dando la possibilità della divulgazione ai vari media in cambio di un contributo economico. Una sorta di autofinanziamento in modo da avere più fondi a disposizione degli arbitri, e, vista la situazione economica dell’Associazione, è sicuramente un interessante risvolto positivo.
L'iniziativa non è una novità a livello internazionale, ma è sicuramente la prima a livello dei maggiori campionati europei e mondiali. Mark Clattenburg già nel 2020, da selezionatore degli arbitri in Grecia, introdusse la spiegazione degli episodi arbitrali con un appuntamento video settimanale via web. Un altro esempio di comunicazione aperta al pubblico viene dalla federazione olandese, che negli anni si è dimostrata una delle migliori da questo punto di vista, portando con video e spiegazioni ufficiali la conoscenza al grande pubblico.
In Italia, dal punto di vista mediatico, escludendo le trasmissioni televisive con i vari “esperti arbitrali” e concentrandoci su chi ha fatto della reale video attività divulgativa e didattica, pochi si sono dedicati alla divulgazione della conoscenza del mondo arbitrale e delle analisi delle casistiche con una discreta diffusione. Cito volentieri nell’ambito dei media professionistici, Lorenzo Fontani, esperto di regolamento di Sky, forse l'unico a fornire spiegazioni tecniche ed approfondimenti sul regolamento del gioco del calcio citandone le parti e facendone capire l’applicazione.
Oltre a ciò, a mio avviso l’unica voce autorevole impegnata in tale opera di divulgazione è Luca Marelli, noto ex arbitro, che in tale compito ha raggiunto livelli eccellenti, e che ha negli anni recenti colmato il vuoto che l'Associazione Italiana Arbitri ha lasciato, almeno fino ad ora. Infatti, non solo settimana dopo settimana fornisce analisi dettagliate sulle casistiche o sulle designazioni arbitrali, ma con cadenza mensile / bimestrale con il piccolo aiuto di chi vi sta scrivendo, realizza delle lezioni tecniche più specifiche proprio sulle casistiche più discusse e che hanno mosso di più l'umore dei media nelle settimane precedenti. In pratica quanto l’A.I.A. si accinge a fare. Le lezioni non solo aiutano a capire il caso specifico ma spiegano anche perché gli arbitri possano aver sbagliato in un particolare frangente e spiegano agli arbitri come poter non sbagliare qualora si trovassero di fronte ad una situazione analoga. Probabilmente quello che vedremo realizzato dall’Associazione sarà meno specifico e meno approfondito, per mantenere il livello informativo sicuramente più fruibile dal grande pubblico, ma sarà comunque interessante e, soprattutto, ufficiale.
A livello social il gruppo Facebook “Regolamento del Giuoco del Calcio e Casistica”, definito come “il più grande database di casistiche ragionate in Italia”, fornisce da molti anni un analogo servizio, vivisezionando gli episodi e dando una lettura corretta rispetto al regolamento e alle più moderne direttive del Settore Tecnico A.I.A. e degli Organi Tecnici di competenza.
Le spiegazioni devono essere fatte utilizzando un lessico e una narrazione più semplice possibile, ricordando di tanto in tanto anche i concetti fondamentali dell'arbitraggio e riprendendo con immagini e citazioni puntuali le parti di regolamento coinvolte. Questo permette di dare alle persone che leggono, ascoltano e vedono i video, gli strumenti per poter giudicare in autonomia, anche se non hanno mai frequentato un corso arbitri (per quanto questa cosa potrebbe aiutare moltissimo).
La scelta dell’A.I.A. sicuramente aiuterà il movimento sportivo italiano, specie attorno al mondo del calcio, cercando di colmare un vuoto culturale importante. Si sentiva da tempo la necessità di una voce dell’Associazione per spiegare gli episodi in base al regolamento, quantomeno per dare ufficialità alle scelte e alle spiegazioni stesse.
Per il momento, ci sono solo voci sui possibili candidati al difficile ruolo di portavoce dato che servono persone preparate sia dal punto di vista tecnico che della comunicazione: il responsabile degli arbitri di serie A e serie B Gianluca Rocchi, il responsabile del Settore Tecnico dell'A.I.A. Matteo Trefoloni e il nuovo coordinatore delle relazioni tra la Commissione Arbitri Nazionale e i club di Serie A e B Danilo Giannoccaro, nominato dal presidente della F.I.G.C. Gabriele Gravina, e quindi a mio parere potrebbe essere, per questa caratteristica, il candidato ideale dato che l’iniziativa è sostenuta sia dall’A.I.A. che dalla F.I.G.C.
L’appuntamento dovrebbe avere una frequenza regolare, probabilmente una volta al mese o al massimo una volta ogni quindici giorni. Sicuramente non sarà fatto nulla “a caldo”, dato che serve tempo per poter ragionare sui vari casi e preparare gli episodi. In questi appuntamenti saranno trasmessi dei filmati e date delle spiegazioni tecniche ed arbitrali. Mi auguro che vengano mostrate le parti di regolamento che hanno portato alle scelte fatte, e che possa essere l'occasione giusta per far sentire al grande pubblico gli audio del VAR. Pare esclusa ogni tipologia di interazione da parte del pubblico, fino a quando probabilmente l’Associazione riuscirà ad avere qualcuno in grado di seguire al meglio anche la parte social.
L’occasione è ghiotta, l’iniziativa è innovativa, la difficoltà principale di un tale progetto di comunicazione risiede nella cultura e nella conoscenza regolamentare di chi ascolta e quindi chi si cimenterà nelle spiegazioni dovrà spiegare anche concetti di base quali: negligenza, imprudenza, vigoria sproporzionata o le condizioni per determinare quale sia un'evidente occasione di segnare una rete, giusto per restare su concetti relativamente semplici. Ma ve ne sono di più articolati, come ad esempio il vantaggio.
Ma il vuoto culturale è difficilissimo da colmare. Almeno nel breve tempo questo format, per quanto fatto bene, non sarà certo una soluzione alla “caciara” mediatica che normalmente segue le decisioni più controverse prese dagli arbitri, anzi, purtroppo sarà occasione per utilizzare qualunque parola detta o qualunque concetto espresso contro la categoria arbitrale, fino a quando il “volano della conoscenza” non prenderà velocità e si potrà godere degli effetti benefici di questa iniziativa.
È compito di tutti in questo momento aprire la mente alla conoscenza, partendo da quel piccolo ma fondamentale passo che è riconoscere la propria ignoranza in materia. Quando si parla di un argomento così complesso è necessario, infatti, affidarsi alle spiegazioni di chi veramente conosce ciò di cui si sta parlando. Quindi l’apertura da parte dell’Associazione speriamo sia un primo passo di modernizzazione in chiave comunicativa, che permetta poi di migliorare anche i servizi all’interno dell’Associazione stessa nei confronti degli arbitri. Arbitri, da parte loro, che non possono che accogliere positivamente tale iniziativa che finalmente, se vi sarà da parte degli spettatori un atteggiamento aperto, pronto alla conoscenza e al rispetto, farà conoscere meglio il mondo arbitrale attraverso il chiarimento delle scelte fatte sul terreno di gioco.


Massimo Dotto

Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.

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