Chi sta seguendo gli europei di calcio che si stanno svolgendo in questi giorni, ha modo di apprezzare molte casistiche interessanti dal punto di vista arbitrale. Molti calciatori che militano nel campionato italiano sono protagonisti in questo europeo e ci forniscono involontariamente ottimo materiale per approfondimenti regolamentari.
Oggi ci soffermiamo in particolare su due reti segnate dal Genoano Goran Pandev e dall’Interista Romelu Lukaku.

Il calciatore macedone ha realizzato, al minuto 28, l'unica rete della Macedonia del Nord nella partita persa 3 a 1 contro l'Austria. La dinamica della rete ha creato alcuni dubbi sulla regolarità della stessa.

I fatti: Un cross verso il limite dell'area austriaca diventa interessante per l'attaccante macedone Trajkovski, a causa di un rimpallo tra difensori che spiazza la difesa. Il pallone schizza verso l'area di rigore e l'attaccante lo rincorre. Contemporaneamente chiudono su di lui dalla sinistra un difensore e, centralmente dall’area di porta, il portiere Bachmann che corre verso il pallone. Il difensore anticipa l’attaccante incrociandone la traiettoria e lo sbilancia; sul pallone giunge per primo il portiere che, in scivolata, lo agguanta con entrambe le mani. A causa dello slancio però, scivolando sul terreno, si scontra con il proprio compagno e con l'attaccante, perdendo il pallone che gli sfugge dalle mani. Goran Pandev, lì vicino, approfitta del momento per impadronirsi del pallone e segnare la rete praticamente a porta vuota.

Sfatiamo immediatamente un mito: non esiste la sanzione automatica contro un attaccante che dovesse venire a contatto con il portiere, nemmeno se il portiere ha il possesso del pallone. Infatti, il regolamento a pagina 92 dice:
“Si considera che un portiere abbia il controllo del pallone con la/e mano/i quando:
• il pallone è tra le sue mani o tra la mano e una superficie qualsiasi (ad esempio: il terreno, il proprio corpo) o toccandolo con qualsiasi parte delle braccia o delle mani, salvo che il pallone non rimbalzi dal portiere o questi abbia effettuato una parata
• tiene il pallone sulla mano aperta
• fa rimbalzare il pallone sul terreno o lo lancia in aria

Quando un portiere ha il controllo del pallone con la/e mano/i non può essere
contrastato da un avversario.”

Quindi nel regolamento non si parla di qualsiasi tipo di contatto. Tra l’altro, è facile pensare  per esempio ad un portiere che, saltando con le braccia alte per prendere il pallone con due mani, dovesse ricadere addosso ad un attaccante completamente fermo, perdendo il possesso del pallone. In quel caso, non essendoci contrasto da parte dell'attaccante, che non compie alcun atto verso il portiere, l'errore sarebbe semplicemente quello del portiere stesso, che calcola male l'uscita e, in seguito ad un normale contatto di gioco, perde il pallone.
Il caso che stiamo analizzando è leggermente più complicato, perché siamo in presenza anche di un movimento dell'attaccante verso il portiere. Ma tale movimento può essere considerato come un contrasto per il possesso del pallone?
Premesso che il movimento di Trajkovski non ha nulla di nemmeno negligente, dato che egli addirittura sembra sottrarsi al contatto con i due avversari, lasciandosi scivolare a terra sulla sua sinistra, a mio avviso tale comportamento non ha nulla di equiparabile ad un contrasto. Infatti, il calciatore stesso nel momento del contatto con il portiere si trova praticamente dietro al difendente, steso a terra, non allunga le gambe o il corpo per cercare di colpire il pallone ed anzi pare ritrarsi per evitare lo scontro con entrambi gli avversari. Tale situazione quindi, pur avendo il portiere il controllo del pallone, non porta alla punibilità del contatto, ma lo fa rientrare nella fattispecie del normale contatto di gioco. Corretto quindi lasciar correre e, conseguentemente, convalidare la rete.
Qualora per qualche motivo l'arbitro avesse considerato il movimento dell'attaccante come un contrasto, e avesse fischiato fallo sul portiere, il VAR comunque non avrebbe avuto margine di intervento poiché l'arbitro è in pieno controllo e siamo in piena zona discrezionale. Quindi fischiare fallo non sarebbe stato considerato un chiaro ed evidente errore.

Anche nella partita Belgio Russia finita 3 a 0 ci sono dei dubbi sulla validità della rete segnata da Romelu Lukaku al decimo minuto.

I fatti: in seguito ad un cross dalla trequarti offensiva del Belgio, il pallone, calciato da Mertens, spiove al limite dell'area di rigore dopo una lenta parabola. L’attaccante, al momento del passaggio, si trova in evidente posizione di fuorigioco e, mentre il pallone è in volo, si allontana ancora di più dal diretto marcatore spostandosi verso la porta. Davanti a lui, in anticipo sul pallone, ci sono Dzhikiya e Semenov, i difensori centrali della Russia. Il primo non arriva per poco ad intercettare il pallone, mentre il secondo, che si è mosso in modo da frapporsi tra il pallone e l’attaccante, arriva per primo. Coordinatosi in modo non ottimale, cerca di calciare via il pallone con la gamba sinistra, lo tocca, ma il pallone lo supera finendo a Lukaku che, solo davanti al portiere, facilmente lo batte con un sinistro ad incrociare.

Ci sono stati alcuni dubbi sulla validità di questa rete, anche perché il concetto fondamentale che bisogna conoscere in questo caso per valutare la punibilità del fuorigioco non è chiaramente espresso nel regolamento.

Il regolamento a pag. 85 e 86 infatti dice:
“2. INFRAZIONE DI FUORIGIOCO
Un calciatore in posizione di fuorigioco nel momento in cui il pallone viene giocato o toccato da un suo compagno deve essere punito soltanto se viene coinvolto nel gioco attivo:
- interferendo con il gioco, giocando o toccando il pallone passato o toccato da un compagno oppure
- interferendo con un avversario:  
-- impedendogli di giocare o di essere in grado di giocare il pallone, ostruendogli chiaramente la linea di visione, o
-- contendendogli il pallone, o  tentando chiaramente di giocare il pallone che è vicino quando questa azione impatta sull’avversario, o  
-- facendo un’evidente azione che chiaramente impatta sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone
oppure
- traendo vantaggio (da tale posizione) interferendo con un avversario o giocando il pallone quando:  
-- è rimbalzato o è stato deviato dal palo o dalla traversa, da un ufficiale di gara o da un avversario  
-- è stato effettuato intenzionalmente un “salvataggio” da un avversario

Un calciatore in posizione di fuorigioco che riceve il pallone da un avversario, il quale lo gioca intenzionalmente, compreso con mano / braccio, non è considerato aver tratto vantaggio, a meno che non fosse un salvataggio intenzionale di un avversario. Un “salvataggio” si ha quando un calciatore, per interromperne o tentare di interromperne la traiettoria, tocca il pallone che sta andando dentro o molto vicino alla porta, con qualsiasi parte del corpo tranne le mani / braccia (ad eccezione del portiere all’interno dell’area di rigore).”

Nel caso in questione, pur essendo partito da posizione di fuorigioco, l'attaccante non viene mai coinvolto nel gioco attivo prima dell'intervento del difendente sul pallone. Infatti, la sua distanza dallo stesso ci fa facilmente valutare che non vi sia alcun impatto fisico sulla capacità dell'avversario di giocare il pallone. Egli, infatti, non contende né tenta di giocare il pallone. L'unico dubbio che può venire riguarda il “trarre un vantaggio” che però può derivare o da un “salvataggio” di un avversario, da escludersi perché il cross non va nemmeno minimamente verso la porta, o da un rimbalzo/deviazione da parte del difensore.

A questo punto dobbiamo parlare dei concetti di deviazione e giocata volontaria, che sono fondamentali per spiegare quanto accaduto. Concetti non presenti in modo esplicito nel regolamento ma ricavabili dal materiale del Settore Tecnico che spesso viene utilizzato nelle riunioni per gli arbitri.
La differenza fondamentale tra deviazione e giocata volontaria è appunto la volontà di compiere l’atto, ma ci sono altre caratteristiche da valutare.

La deviazione è caratterizzata prevalentemente dalle seguenti caratteristiche:
- il pallone si muove verso una parte del corpo del difendente
- il pallone è improvviso / inaspettato
- il difendente al massimo compie un gesto istintivo dato che non ha il tempo di scegliere cosa fare
- solitamente non vi è abbastanza tempo per muovere coscientemente verso il pallone
- il calciatore si trova in equilibrio precario

La giocata volontaria è caratterizzata prevalentemente dalle seguenti caratteristiche:
- il calciatore si muove verso il pallone (è evidente nel nostro caso lo spostamento del difendente ad intercettare la traiettoria del pallone)
- il pallone è atteso (il difendente non perde mai contatto visivo col pallone e prima della sua giocata non vi è alcuna deviazione da parte del compagno di squadra)
- è un'azione volontaria (il difendente abbozza un calcio al pallone ma goffamente lo colpisce male)
- c’è abbastanza tempo per scegliere cosa fare (il cross è lento e giunge da distante)
- il calciatore è in equilibrio e bilanciato per calciare (questo probabilmente è l’unico punto un po’ dubbio dato che l’equilibrio del difendente non è ottimale ma tale situazione deriva solo dalla sua incapacità del momento di coordinarsi a dovere)

In tutta questa analisi dobbiamo aggiungere che la qualità della giocata volontaria, ovvero il fatto che l’intervento del difendente sia “pulito” ed efficace, non ha alcuna influenza sul giudizio.

A conti fatti, quindi, quando il difensore sceglie di andare a calciare il pallone e lo colpisce, inizia una nuova azione, e, dato che fino a quel momento il fuorigioco di Lukaku non si è mai concretizzato, la rete risulta valida perché, tecnicamente, l’attaccante riceve il pallone giocato volontariamente da un avversario.

Come abbiamo visto, verificando a dovere le dinamiche e confrontandole con il regolamento e le direttive del Settore Tecnico e degli Organi Tecnici, è possibile giungere ad una soluzione che, in questi come in altri casi, non è così complicata come potrebbe sembrare ed ancora una volta supporta le decisioni prese dagli ufficiali di gara.

Massimo Dotto

Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.

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