Giroud, Palomino e la complessità del fuorigioco

La questione del fuorigioco risulta da sempre piuttosto complicata, pur nella relativa semplicità della formulazione del regolamento e nonostante uno dei due elementi di valutazione sia oggettivo.
La posizione di fuorigioco non è interpretabile ovvero non è un tipo di valutazione soggettiva. Infatti, qualsiasi calciatore attaccante che abbia una parte del corpo valida per segnare una rete oltre il penultimo difendente, si trova automaticamente in posizione di fuorigioco. Fin qui la questione è facile, al di là di tutte le disquisizioni, che a mio modo di vedere lasciano il tempo che trovano, sull’opportunità che una posizione di fuorigioco sia tale anche se il calciatore è più avanzato solo di pochissimi centimetri.
La parte di regolamento relativa a questo aspetto è la seguente:
POSIZIONE DI FUORIGIOCO
Essere in posizione di fuorigioco non è di per sé un’infrazione.
Un calciatore si trova in posizione di fuorigioco se:
- una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è nella metà avversaria del terreno di gioco (esclusa la linea mediana) e
- una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è più vicina alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone, sia al penultimo avversario.

Le mani e le braccia di tutti i calciatori, compresi i portieri, non sono da considerare.
Al fine di determinare una posizione di fuorigioco, il limite superiore del braccio coincide con la parte inferiore dell’ascella.

Un calciatore non si trova in posizione di fuorigioco se si trova in linea con:
- il penultimo avversario
oppure
- gli ultimi due avversari

Non tutte le posizioni di fuorigioco sono punibili. E questo secondo aspetto, essendo soggettivo, è sicuramente più complesso da valutare.
Lo spirito del regolamento è chiaro: chi si trova in posizione di fuorigioco non può partecipare al gioco e il regolamento fornisce dei parametri di valutazione della punibilità, ovvero introduce una serie di valutazioni da fare relativamente all'effettivo coinvolgimento del calciatore attaccante nel gioco attivo.
La parte di regolamento relativa a quest’altro aspetto è la seguente:
INFRAZIONE DI FUORIGIOCO
Un calciatore in posizione di fuorigioco nel momento in cui il pallone viene giocato o toccato (Per tale valutazione deve essere preso in considerazione il primo punto di contatto con il pallone “giocato” o “toccato”) da un suo compagno deve essere punito soltanto se viene coinvolto nel gioco attivo:
- interferendo con il gioco, giocando o toccando il pallone passato o toccato da un compagno
oppure
- interferendo con un avversario:
-- impedendogli di giocare o di essere in grado di giocare il pallone, ostruendogli chiaramente la linea di visione, o
-- contendendogli il pallone, o
-- tentando chiaramente di giocare il pallone che è vicino quando questa azione impatta sull’avversario, o
-- facendo un’evidente azione che chiaramente impatta sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone
oppure
- traendo vantaggio (da tale posizione) interferendo con un avversario o giocando il pallone quando:
- è rimbalzato o è stato deviato dal palo o dalla traversa, da un ufficiale di gara o da un avversario
- è stato effettuato intenzionalmente un “salvataggio” da un avversario Un calciatore in posizione di fuorigioco che riceve il pallone da un avversario, il quale lo gioca intenzionalmente, compreso con mano / braccio, non è considerato aver tratto vantaggio, a meno che non fosse un salvataggio intenzionale di un avversario.

Un “salvataggio” si ha quando un calciatore, per interromperne o tentare di interromperne la traiettoria, tocca il pallone che sta andando dentro o molto vicino alla porta, con qualsiasi parte del corpo tranne le mani / braccia (ad eccezione del portiere all’interno dell’area di rigore).

Nessuno di questi elementi contiene esplicitamente il concetto di volontarietà, ovvero si evince che talvolta non vi debba essere necessariamente volontà attiva di partecipazione per rientrare nel concetto di “essere coinvolto nel gioco attivo”. Alla luce di ciò, una cosa che risulta comunque difficile da digerire, è che un calciatore che si trova in posizione di fuorigioco all’interno del fulcro dell’azione, pur non volendo attivamente partecipare, se viene suo malgrado coinvolto nel gioco attivo, deve essere punito.
Questo vuol dire che, secondo le indicazioni degli Organi Tecnici di competenza e del Settore Tecnico dell’Associazione Italiana Arbitri, un calciatore che si trova in posizione di fuorigioco, per esempio all'interno dell'area di porta, ma a terra e infortunato, qualora fosse coinvolto nel gioco attivo, dovrebbe essere punito anche se volontariamente non compie alcuna azione attiva per cercare di ostacolare gli avversari o giocare/contendere il pallone.
A guardare bene la definizione appena riportata, che non si trova in forma esplicita nella documentazione regolamentare, ma che deve servire da faro per la corretta interpretazione dei fatti, si scontra in qualche modo con quanto scritto nel regolamento stesso. Bisogna quindi non solo conoscere le direttive, ma farle nostre per capire le decisioni prese dall’arbitro di campo nel terreno di gioco o dal VAR davanti allo schermo nella Video Operation Room.
Nelle ultime gare di campionato abbiamo avuto due esempi lampanti di fuorigioco sanzionato grazie all'intervento del VAR per due coinvolgimenti nel gioco attivo che hanno fatto discutere molto.
Parliamo infatti dei noti casi del fuorigioco di Palomino in Atalanta-Roma e del fuorigioco di Giroud in Milan-Napoli.
Rapidamente una descrizione dei due episodi.
Bergamo: un pallone filtrante in area di rigore della Roma, diretto nei pressi della porta, viene deviato dal difensore romanista Bryan Cristante nella propria porta. Appena prima del tocco sul pallone, dietro di lui, l'attaccante José Luis Palomino allunga volontariamente il braccio verso la schiena del difensore e lo tocca e forse leggermente lo spinge. Tale azione, valutata dal VAR come partecipazione attiva al gioco, ha portato all’annullamento della rete senza on field review, su indicazione del VAR stesso (OFR che, però, andava fatta per far decidere il fuorigioco, scontato a quel punto, all’arbitro di campo).
Milano: l'altro episodio vede coinvolto Olivier Giroud, attaccante del Milan, che, durante una contesa per il pallone, cade a terra appena alle spalle del difendente del Napoli Juan Jesus, assieme al difensore stesso. Nel momento in cui il pallone, calciato da un attaccante del Milan, perviene a Jesus, Giroud da terra si alza col busto piegando le gambe e, prima di muoversi, involontariamente con la suola della scarpa interrompe un movimento della gamba del difensore che probabilmente voleva alzarsi. In seguito al tentativo di spazzata del difensore, il pallone perviene all’attaccante milanista Franck Kessie che segna. L’interferenza descritta però è stata valutata punibile da parte del VAR che ha richiamato l’arbitro alla on field review. L’arbitro, vedendo nel dettaglio quanto successo, ha deciso di punire il fuorigioco annullando quindi la rete.
Si deve sapere che nel mondo del calcio la parte legislativa del regolamento è demandata ad un organismo internazionale che si chiama IFAB (International Football Association Board) costituito da esperti di calcio ed arbitraggio di tutte le nazioni del mondo. Tali esperti elaborano e determinano ogni anno il regolamento del gioco del calcio e le relative modifiche ed implementazioni.
Oltre al regolamento, però, esistono una serie di nozioni aggiuntive che gli arbitri sono tenuti a conoscere. Ogni federazione nazionale, infatti, emana delle direttive che solitamente servono per interpretare correttamente quanto scritto nel regolamento. Oltre ad esse anche le federazioni internazionali come FIFA e UEFA emanano delle direttive e forniscono agli arbitri degli esempi attraverso casistiche video (famoso e utilissimo è l’UEFA RAP, Refereeing Assistance Programme), documentazione specifica, riunioni e raduni. Non sempre quello che viene trasmesso e che è universalmente recepito come indicazione, ha una corrispondenza scritta.
In questo caso esiste una direttiva internazionale sulla punibilità del fuorigioco, di cui personalmente non sono riuscito a trovare risconto scritto e non mi risulta che esista avendo chiesto a numerosi qualificati miei contatti. Tale direttiva prescrive che la posizione di fuorigioco diventi punibile nel momento in cui c'è il contatto tra il calciatore in posizione di fuorigioco e un difendente.
Quindi diventano automaticamente punibili entrambi i fuorigioco sopra descritti.
La difficoltà, purtroppo, a questo punto, sta nel considerare punibile un fuorigioco in cui il calciatore non fa nulla per interferire con il gioco ma si trova coinvolto in esso a suo discapito.

Quindi, se per l’episodio che coinvolge José Luis Palomino c’è una evidente “aggravante” dato che è lui che sceglie di mettere la mano sulla schiena dell'avversario e quindi decide di partecipare attivamente al gioco, per Giroud la situazione è un po' più complicata. Infatti, per quello che si vede nelle immagini televisive, il contatto tra il piede sinistro di Juan Jesus e la suola dello scarpino dell'attaccante milanista, avviene prima che l'attaccante tenti di alzarsi e quindi faccia un chiaro movimento che possa impattare sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone.
Quello che, però, è trapelato dagli organi tecnici di riferimento, ovvero dalla Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e Serie B di Gianluca Rocchi, è che anche quel contatto, unito comunque al movimento del calciatore in posizione di fuorigioco, sia punibile perché il calciatore è finito in posizione di fuorigioco e viene coinvolto nel gioco attivo, attraverso un contatto con il difensore.
Il contatto infatti è considerato elemento sufficiente, in tale caso, per sancire la punibilità.
Capisco la difficoltà nel digerire tali decisioni, ma quando ci troviamo di fronte a direttive che vengono impartite addirittura a livello internazionale e recepite dalle varie federazioni, non possiamo che adeguarci e cercare di capire lo spirito che ha mosso il legislatore e chi ne interpreta i dettami. Una situazione come questa andrebbe a mio avviso rivista e, possibilmente, introdotta nel regolamento come casistica codificata. Ad ogni modo la formulazione del fuorigioco è sempre in evoluzione e non escludo che l’IFAB ci stia già pensando. Anche l’attuale formulazione dell’intero paragrafo del regolamento potrebbe subire delle modifiche, per esempio nel concetto di giocata/deviazione che ha portato, in finale di conference League, a convalidare il gol di Kylian Mbappé, ma suscitando quasi unanime sentimento di disaccordo.

In attesa dei cambiamenti regolamentari, attendiamo anche che gli organi di competenza forniscano un chiarimento in merito, così da poter informare ed uniformare in particolare gli arbitri di tutti i livelli. C’è estremo bisogno di una corretta interpretazione di una regola fondamentale nel gioco del calcio. A tal proposito, rinnovo il mio personale appello all'Associazione Italiana Arbitri di costituire un database pubblico di casistiche video e scritte, che permettano di avere una reale condivisione della conoscenza, come nel gruppo Regolamento del Gioco del Calcio e Casistica su Facebook, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare con continuità da quasi 10 anni…


Massimo Dotto

Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.

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