Il Rocchi pensiero (4): il challenge, i rigori, il tempo effettivo e il fuorigioco

Nei precedenti tre articoli abbiamo approfondito il pensiero di Gianluca Rocchi, da quest’anno designatore della Can A e B. Abbiamo cercato di capire come sia la gestione degli arbitri e quali possano essere gli sviluppi futuri.
Con questo ultimo articolo affrontiamo temi di attualità, capiamo cosa ne pensa il designatore e cerchiamo di tirare le somme di questa lunga esposizione del Rocchi pensiero.
Di seguito gli argomenti trattati:
Di seguito gli argomenti trattati nei quattro articoli:
1 > Le prime 12 giornate di campionato e le peculiarità della nuova gestione
1 > Il lavoro con gli arbitri, il perfezionamento atletico e tattico.
1 > Danilo Giannoccaro, il coordinatore tra AIA, FIGC e Leghe
2 > Gli arbitri e la comunicazione con i media
2 > Il VAR, la giovinezza, l’efficacia e il rapporto con gli arbitri in campo
2 > Il VAR, gli arbitri in campo e il loro impiego
2 > I calciatori a supporto del VAR
3 > Le proteste e l’impatto sugli arbitri
3 > Il VAR e la comunicazione
3 > Il VAR e il challenge (parte prima)
4 > Il VAR e il challenge (parte seconda)
4 > I rigori, il tempo effettivo e il fuorigioco

Il VAR e il challenge (seconda parte)
La regolamentazione degli eventuali challenge è sicuramente fondamentale, perché, per esempio, non diventino un’arma “tattica” da utilizzare per spezzare il ritmo gara degli avversari o fermare un abbrivio particolarmente favorevole della squadra contro cui si gioca. La sottolineatura del designatore, anche in questo caso, riguarda la gioventù del mezzo VAR e la necessità di ponderare le scelte di cambiamento. Dice, infatti: “è uno strumento nuovo, sono solo quattro anni che lo utilizziamo anche se sembra una vita che è presente sui terreni di gioco. È uno strumento in evoluzione, come tutta la tecnologia, e sono convinto che fra qualche anno sarà diverso in alcuni aspetti rispetto a quello che è oggi. Sono sicuro sarà migliorato rispetto ad alcuni aspetti, però è in evoluzione. E ogni aspetto in evoluzione può creare delle sorprese.”. L’IFAB, non a caso, pondera molto bene i cambiamenti e tiene sotto controllo continuamente i feedback che arrivano da tutte le federazioni in cui il VAR è impiegato. L’indubbio valore del mezzo è evidente, ma c’è la volontà di migliorarlo, con modifiche probabilmente meno eclatanti di quelle che il grande pubblico vorrebbe, ma sicuramente più efficaci perché più ponderate e basate sul riscontro che arriva da tutte le parti in causa, arbitri e squadre in primis.

I rigori, il tempo effettivo e il fuorigioco
Gli ultimi argomenti affrontati dall’ex fischietto toscano riguardano la stretta attualità e il possibile futuro prossimo: l’aumento dei rigori fischiati in Serie A, il tempo effettivo e la possibile modifica del fuorigioco con la paventata reintroduzione della “luce tra i corpi”.
Si parte dall’evidenza dei numeri: 56 rigori in 12 partite, una media di 4,6 a giornata, tranne nell’anno 2019/2020, è la media più alta degli ultimi 10 anni. C’è poi il problema del tempo effettivo, evidenziato dal Corriere dello Sport: 54 minuti e 20 secondi a partita, circa due minuti e mezzo rispetto in meno rispetto all'anno scorso.
A mio parere il tempo effettivo risulta un problema impattante per gli arbitri specie nelle serie inferiori. Gestire l’avvio e l’interruzione del cronometro per i ragazzi non è questione semplice e, come in altri sport, introdurre la figura del cronometrista di parte, credo sia, nel calcio, un azzardo. Mandare alle partite anche un cronometrista ufficiale, vista soprattutto la penuria di arbitri degli ultimi anni, sicuramente non è una strada percorribile. Rocchi dal canto suo, ragionando a mio avviso soprattutto per le categorie maggiori, lascia aperto lo spiraglio: “è un discorso su cui stanno ragionando, credo, anche le componenti internazionali, potrebbe essere un sinonimo di correttezza per tutti: si giocano gli stessi minuti e pertanto non ci sono possibilità di avere un vantaggio di alcun genere.”. A breve non ritengo comunque che vi siano possibilità in tal senso, è possibile che l’IFAB dia il via magari ad una serie di test per valutarne la fattibilità e l’utilità.
Più delicata probabilmente la questione rigori, perché tocca più da vicino la nostra realtà arbitrale di vertice. Una parziale spiegazione è lo stesso Rocchi a fornirla: “è chiaro che, e credo sia indiscutibile, in parte deriva dall’avere la tecnologia che scopre i rigori che sarebbero andati persi. Pensiamo anche che nelle ultime giornate sono stati dati rigori, per esempio, per falli di mano veramente impossibili da vedere. In campo nessuno ha avuto la percezione, e sarebbero stati calci di rigore persi. Oggi invece con la tecnologia riusciamo a trovarli.”. Inappuntabile l’osservazione, ma a mio parere è comunque vero che la visione al video ha portato ad essere “più pignoli” sui contatti di gioco, arrivando a definire punibili anche quelli che potrebbero ricadere nei comuni scontri di gioco. Sensazione confermata anche dal designatore: “è anche altresì vero che la TV, la tecnologia, ci ha portato magari a punire più interventi rispetto a prima, perché qualcuno vede un qualcosa in più rispetto a quello che si vede in passato e la tendenza è quella di fischiare.”. Si tratta però di una problematica tangibile e la tendenza, ora, deve essere quella di cercare di tornare alla valutazione nell’ambito di uno sport di contatto in cui, naturalmente, non tutti i contatti sono fallosi. Rocchi si riferisce in particolare a quanto succede in area di rigore, con sanzioni che portano al calcio di rigore, ovvero la massima punizione, che deve tornare ad essere sanzionata con maggior oculatezza. “È chiaro che per arrivare a questo serve un percorso non semplice, prima di tutto serve grande qualità sugli arbitri.”, ribadisce. Ed è questo il mantra della nuova gestione.
Infine, l’annoso “problema” della punibilità del fuorigioco e la, a mio parere, distorta percezione che media e tifosi hanno della questione. Probabilmente deriva tutto da una non corretta logica di valutazione della posizione di fuorigioco, che si basa per i più su un ipotetico concetto di vantaggio. Invece la rilevazione della posizione di fuorigioco si basa su questioni oggettive, che esulano dallo sviluppo dell’azione e dalla dinamica dei movimenti. Chi si trova più vicino alla linea di porta rispetto al penultimo difendente si trova in una posizione in cui non può partecipare al gioco. Partendo da questo concetto fondamentale del regolamento, probabilmente i giudizi sulle posizioni di fuorigioco sarebbero diversi.
Si torna a parlare del concetto di “luca tra i corpi”, ovvero tornare al concetto di “spazio” minimo tra i tronchi dei calciatori per decretare una posizione di fuorigioco. Concetto che già in passato fu provato, però con risultati disastrosi. In particolare, tale caratteristica metteva in grossa difficoltà gli assistenti. Sulla possibilità di tornare a tale valutazione Rocchi si è espresso così: “Questo non sta a noi, perché noi siamo gli applicatori delle regole, andrebbe chiesto a chi di norma fa le regole e credo che qualsiasi soluzione che possa portare a un miglioramento decisionale può andar bene. Il problema è capire quale delle due strade sia giusta. Adesso abbiamo queste regole, cerchiamo di applicarle. Credo che il fuorigioco con la tecnologia sia diventato veramente un problema ormai dimenticato, [...] praticamente è un aspetto che viene quasi non considerato più. Per esempio, quando quest'anno guardiamo le partite di Serie B, è un campionato che l'anno scorso non aveva la tecnologia, e la differenza tra avere e non avere la tecnologia è tantissima.”
Perentorio quindi il designatore, che punta l’attenzione più sull’attuale già ottima logica di punibilità del fuorigioco, supportata efficacemente dal VAR, più che su ipotetici cambiamenti. Una posizione condivisibile che dovrebbe essere a mio avviso abbracciata dai più, considerando, almeno nelle categorie maggiori, la problematica del fuorigioco come qualcosa di obsoleto.
Una visione “nuova”, quella che abbiamo visto di Gianluca Rocchi, un approccio diverso dal passato e frutto dell’esperienza maturata anche e soprattutto nell’ultimo anno. Una visione moderna della squadra arbitrale e un atteggiamento positivo verso i cambiamenti, con la dovuta prudenza. A mio avviso la classe arbitrale ha bisogno di spirito di rinnovamento, un cambiamento che deve essere tangibile e al passo coi tempi. La comunicazione sia all’interno del mondo calcistico propriamente detto, che all’esterno, deve essere un obiettivo imprescindibile. Fondamentale in quest’ottica affidarsi a figure professionali di supporto, siano essi interni od esterni all’Associazione. L’apertura al dialogo con le squadre, dalle quali si attinge conoscenza gestionale, è un passo importante. Il nuovo designatore ha idee, conoscenza e capacità a mio avviso fuori dal comune, dando spazio a lui e alla sua squadra si può veramente migliorare. E se ne sente decisamente il bisogno. Il miglioramento però deve avvenire anche da parte di tutti gli stakeholders: tifosi, società, mezzi di informazione. È ora veramente di rendersi conto, come detto, che siamo tutti sulla stessa barca, e solo remando tutti verso una direzione comune potremmo migliorare non solo gli arbitri ma il calcio intero.
Siamo quindi giunti alla fine di questa lunga ipotetica chiacchierata con Gianluca Rocchi, ne abbiamo visto ed analizzato le posizioni su diversi aspetti del mondo del calcio e dell’arbitraggio. A lui, nuovamente, il mio amichevole in bocca al lupo per il ruolo che ricopre, con la convinzione che il suo apporto sarà fondamentale per il miglioramento degli arbitri di Serie A e B, con positive ripercussioni anche sulla base che con essi, in qualche modo, è da sempre legata.


Massimo Dotto

Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.

Commenti (0)

Prodotto aggiunto alla lista dei desideri
Prodotto aggiungi al comparatore.