Partita folle ed infinita e regolamento applicato alla lettera. Stiamo parlando di Corea del Sud - Senegal, quarto di finale del Mondiale Under 20 in Polonia, che ha visto le Tigri Asiatiche imporsi sui Leoni della Teranga soltanto ai calci di rigore, dopo 120 minuti in cui è successo davvero di tutto. Protagonista assoluto, insieme ai giocatori in campo, è stato il Var, che oltre ad annullare un gol al Senegal, ha assegnato due calci di rigore (uno a testa) e fatto ribatterne due (uno nei tempi regolamentari e uno a tiri di rigore, cosa raramente successa in una competizione interanzionale).

Nulla da dire sul primo penalty assegnato al 60’ alla Corea Del Sud: spintone ingiustificabile in area di rigore da parte di Moussa N’Diaye su Lee Ji-Sol. Nonostante l’uruguagio Gonzalez non si sia accorto del fallo (stava guardando un giocatore coreano in possesso del pallone, forse non poteva prevedere che un difendente potesse commettere un’ingenuità tanto palese quanto inutile), è intervenuto in suo soccorso il Var che lo ha giustamente richiamato e gli ha fatto notare la spinta di N’Diaye. Dieci minuti più tardi, sul punteggio di 1-1, Lee Jae-Ik controlla nella sua area con il braccio destro, Gonzalez non lo vede e il Var lo richiama di nuovo: calcio di rigore netto per il Senegal. Dal dischetto Niane si fa ipnotizzare da Lee Gwangyeon ma è ancora una volta il Var ad intervenire e a comunicare al direttore di gara che l’estremo difensore coreano, al momento della battuta dell’attaccante senegalese, ha entrambi i piedi oltre la linea di porta. Cartellino giallo per Lee e seconda occasione per Niane che questa volta non sbaglia.

All’86 minuto è ancora protagonista l’on field review dopo il gol del 3-1 di Niane: dalle immagini si vede che l’attaccante senegalese si accomoda il pallone con il braccio sinistro prima di calciare in porta. Gol giustamente annullato e Corea che ringrazia e si salva al 98’ (per via del corposissimo recupero concesso - dati anche tutti gli interventi dal Var -) con un colpo di testa di Lee Ji-Sol.

Nei tempi supplementari, dopo il gol dei Taeguk Warriors con Cho Young-Wook al 96’, il Senegal ha agguantato allo scadere la nuova parità con Amadou Ciss mandando la sfida ai rigori. Ed è durante la lotteria finale, sul punteggio di due penalty a due, che interviene per l’ultima volta il Var: Oh Se-Hun batte l’ultimo rigore trovando però la risposta pronta di Dialy Ndiaye. Ma il portiere senegalese al momento del tiro ha entrambi i piedi oltre la linea di porta: cartellino giallo e trasformazione dal dischetto da ripetere. Oh Se-Hun questa volta realizza calciando forte al centro mentre il capitano del Senegal Diagne spara in curva. La Corea approda così in semifinale al termine di una partita stranissima e non adatta ai deboli di cuore.

Analizzando ciò che è successo durante questa folle gara bisogna sottolineare come sia stato rispettato alla lettera il nuovo regolamento relativo ai calci di rigore: durante la riunione dello scorso marzo dell'International Board della Fifa è stato infatti deciso che al momento della battuta del penalty il portiere deve avere almeno una parte di un piede sulla linea di porta, non potendo stare oltre la linea e verso il dischetto del rigore. Nel caso in cui non abbia almeno un piede sulla linea di porta, il rigore deve essere nuovamente calciato (ovviamente solo se il calcio di rigore è stato fallito). Se l’arbitro non dovesse accorgersi di niente, può intervenire il Var e far ripetere l’esecuzione, come successo in Corea del Sud - Senegal.

Questa è sicuramente una regola interessante da un certo punto di vista perché consente che tutti i calci di rigore vengano battuti regolarmente. Il problema è che forse sarà impossibile metterla sempre in atto, perché il rischio, così facendo, è che debbano essere ripetuti quasi tutti i tiri dagli undici metri che sono stati sbagliati.

Su questo aspetto dovranno lavorare molto bene gli organi tecnici e il settore tecnico dell’AIA per dare delle direttive chiare agli arbitri. Potranno anche esserci un paio di giornate con l’utilizzo di questa norma restrittiva ma alla fine sarà molto difficile farla rispettare completamente. È una regola difficile da applicare pedissequamente. E se mai si sceglierà di essere fiscali e controllare la posizione dei piedi dei portieri sulla linea di porta fino all’ultimo millimetro, bisognerà fare altrettanto con tutti quei giocatori della squadra a cui è stato assegnato il calcio di rigore che entrano in area prima della battuta. In pratica non si finirebbe mai di far ribattere un penalty. Per questo pensiamo che la regolarità di un calcio di rigore non potrà mai essere perfetta. Come sicuramente non è stata perfetta la partita dell’arbitro Gonzalez, reo di non aver visto due calci di rigore solari ed assegnati soltanto con l’ausilio del Var.

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