Oggi vi propongo un approfondimento su una tipologia di ripresa del gioco che alle volte è poco o mal conosciuta, soprattutto in relazione alle ultime modifiche regolamentari. Tali modifiche infatti ne hanno aumentato la possibilità di effettuazione complicandone la logica, sia come casistiche che portano alla rimessa dell’arbitro, sia come determinazione del punto di ripresa di gioco, sia come scelta della squadra che gioverà della ripresa del gioco a proprio favore.

Parliamo infatti della rimessa dell'arbitro.

 

Elenco degli argomenti trattati nell'articolo:

  > Quella necessità di evolversi soddisfatta nel 2019

  > Una ripresa di gioco per casistiche rare

  > Una ripresa di gioco per casistiche relativamente più frequenti

  > L'evoluzione nel calcio moderno

 

 

Quella necessità di evolversi soddisfatta nel 2019

 

La rimessa dell'arbitro, altrimenti detta fino al 2015 rimessa da parte dell’arbitro, per molti anni è rimasta invariata, ma è sempre stato uno di quei punti del regolamento in cui vi potevano essere delle criticità. In particolare vi era una sorta di "problema deontologico" quando la rimessa portava ad atti di "fair play" auspicati, o meglio quando tali comportamenti attesi non venivano messi in atto, ad esempio non "restituendo il pallone" come lealtà del gioco avrebbe voluto.

Prima del 2019 il Regolamento diceva:

 

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"RIMESSA DELL’ARBITRO

Procedura

L’arbitro lascia cadere il pallone a terra nel punto in cui si trovava al momento in cui il gioco è stato interrotto, a meno che il gioco sia stato interrotto all’interno di un’area di porta, nel qual caso l’arbitro eseguirà la propria rimessa sulla linea dell’area di porta parallela alla linea di porta, nel punto più vicino a quello in cui si trovava il pallone quando il gioco è stato interrotto.

Il pallone è in gioco non appena tocca il terreno.

Un numero qualsiasi di calciatori (compresi i portieri) possono contendersi il pallone su una rimessa dell’arbitro. Quest’ultimo non può decidere chi può prendervi parte né determinarne l’esito"

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Oltre alla criticità dovuta alla questione della restituzione del pallone, demandata alla sportività e/o alla percezione della dinamica di gioco delle squadre, vi era anche una possibilità di tensione al momento della rimessa stessa, con il pallone lasciato a terra tra due contendenti non sempre propensi a lasciare il passo all'avversario.

 

Finalmente nel 2019 è cambiata la metodologia della rimessa dell'arbitro, ma non solo, è cambiata anche la logica della ripresa stessa dato che al giorno d'oggi non si può più parlare di "palla contesa" come amava dire il grande pubblico od il commentatore di turno, ma è l'arbitro a stabilire a chi deve essere lasciato il pallone secondo quanto stabilito dal regolamento.

 

 

Una ripresa di gioco per casistiche rare

 

Effettivamente il Regolamento prevede numerose casistiche per le quali il gioco interrotto debba riprendere con una rimessa dell'arbitro

Dalle situazioni più improbabili, come la rottura di una porta:

 

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"Se la traversa viene spostata o si rompe, il gioco deve essere sospeso fino a quando la stessa non sarà riparata o rimessa nella sua posizione. Il gioco sarà ripreso con una rimessa dell’arbitro."

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a quelle che capitano comunque molto raramente, come l'impossibilità di continuare a giocare a causa della difettosità del pallone:

 

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"SOSTITUZIONE DI UN PALLONE DIFETTOSO

Se il pallone diviene difettoso:

> il gioco deve essere interrotto e

> ripreso con un nuovo pallone con una rimessa dell’arbitro nel punto in cui si trovava il pallone quando si è reso inutilizzabile"

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ai momenti che un arbitro mai vorrebbe vivere nella propria carriera come questo:

 

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Se un arbitro convalida una rete prima che il pallone abbia oltrepassato interamente la linea di porta, il gioco verrà ripreso con una rimessa dell’arbitro.

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oppure questo:

 

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Se un arbitro viene colpito al volto dal pallone, che di seguito entra in porta mentre egli è temporaneamente incosciente, la rete potrà essere convalidata nonostante l’arbitro non l’abbia potuta vedere segnata?

No. Il gioco sarà ripreso con una rimessa dell’arbitro

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Un'altra casistica che può portare alla rimessa dell'arbitro è una infrazione fisica che porta a diverse riprese di gioco a seconda del "destinatario" dell'infrazione stessa. In questo caso ci addentriamo in una possibile selva di casistiche che avrebbero bisogno, a mio parere, di uno schema riassuntivo sul Regolamento, che auspico venga in futuro fatto a beneficio di tutti.

Una parte di tali casistiche è qui riassunta:

 

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"Se il pallone è in gioco e un calciatore (titolare) commette un’infrazione fisica all’interno del terreno di gioco contro:

- un avversario – calcio di punizione indiretto, diretto o di rigore

- un compagno, un calciatore di riserva, sostituito o espulso, un dirigente o un ufficiale di gara – calcio di punizione diretto o di rigore

- un’altra persona – rimessa dell’arbitro"

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L'ultima delle casistiche rare riguarda il calcio di rigore, per quanto riguarda una particolare consequenzialità di accadimenti che può portare alla rimessa dell'arbitro, come ben specificato nel regolamento in questo passo:

 

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"Se, dopo l’esecuzione del calcio di rigore:

[...]

- il pallone rimbalza sul terreno di gioco, dopo essere stato respinto dal portiere o dai pali o dalla traversa e viene poi toccato da un “corpo estraneo”:

> l’arbitro interrompe il gioco

> il gioco verrà ripreso con una rimessa dell’arbitro nel punto in cui si trovava il pallone al momento del contatto"

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Come vediamo, se la ripresa di gioco con la rimessa dell'arbitro fosse legata solo a queste casistiche, la preoccupazione potrebbe essere marginale, dato che la probabilità di avere a che fare con situazioni simili è molto limitata

Ricordiamoci però che l'effetto sorpresa è uno dei maggiori nemici dell'arbitro e la scarsa probabilità di una casistica non ci solleva dalla responsabilità della sua gestione e quindi dalla sua completa conoscenza per poter effettuare la scelta corretta.

 

 

Una ripresa di gioco per casistiche relativamente più frequenti

 

La rimessa da parte dell'arbitro è utilizzata anche a seguito di interruzioni di gioco relativamente più frequenti che hanno la peculiarità di seguire delle logiche particolari. Da qui la necessità di paragrafi del regolamento dedicati.

Tutto ciò che è relativo al contatto con un corpo estraneo determina, in caso di interruzione di gioco, la rimessa da parte dell'arbitro:

 

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"Se il gioco viene interrotto e l’interferenza era da parte di

[...]

- un corpo estraneo, il gioco riprende con una rimessa dell’arbitro"

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Tutto ciò che riguarda l'interruzione per un infortunio, in caso non vi sia un fallo che determina l'interruzione, ma sia decisione dell'arbitro interrompere il gioco a causa della gravità dell'infortunio, determina, per forza di cose, la rimessa dell'arbitro.

 

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Un calciatore è gravemente infortunato o colto da malore. Che cosa dovrà fare l’arbitro?

Interromperà subito il gioco ed autorizzerà l’immediato intervento del medico per le cure del caso. Il gioco sarà ripreso con una rimessa dell’arbitro. 

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Mentalmente è più semplice associare la rimessa dell’arbitro ad accadimenti che riguardano agenti esterni o interruzioni senza che vi sia una qualche colpa specifica. Più difficili possono essere le interpretazioni che vedremo in seguito, dove dovremo essere ancora più attenti, analizzando i fatti e l’evoluzione dell’azione per capire come intervenire.

 

 

L'evoluzione nel calcio moderno

 

La necessità di uscire dall'impasse di alcune situazioni durante le rimesse dell'arbitro ha portato alla riformulazione della logica che riguarda tale ripresa di gioco. Si è passati dall'avere un "pallone neutro" a stabilire secondo regolamento chi dovesse ricevere il pallone, modificando anche il punto di battuta perché il tutto avesse una nuova logica di fondo rispettata “in base a ciò che il calcio vuole”.

L'idea che ha portato a questa rivoluzione è quella che vuole ristabilita una situazione di possesso che è stata interrotta. In pratica il pallone viene ridato alla squadra che ne aveva il controllo, salvo l'eccezione legata all'area di rigore. Infatti il consegnare il pallone ad una squadra nell'area di rigore avversaria è stato considerato un fatto iniquo, legando indissolubilmente la ripresa di gioco, ad esempio, al punto di ultimo contatto.

 

Una delle questioni che crea una certa confusione nella gestione della rimessa dell'arbitro è che è necessario incrociare le informazioni presenti in due parti del regolamento per giungere alla soluzione corretta della questione rispondendo a due domande fondamentali: A chi deve essere dato il pallone? Dove deve essere ripreso il gioco?

Le due parti sono nella regola 8 pag. 75:

 

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"RIMESSA DELL’ARBITRO

Procedura

L’arbitro lascia cadere il pallone a terra per il portiere della squadra difendente nella propria area di rigore se, quando il gioco è stato interrotto:

- il pallone era nell’area di rigore oppure

- l’ultimo tocco del pallone è avvenuto nell’area di rigore

In tutti gli altri casi, l’arbitro lascia cadere il pallone a terra per un calciatore della squadra che per ultima ha toccato il pallone nel punto in cui questo è stato toccato per ultimo da un calciatore, da un “corpo estraneo” o, secondo quanto previsto nella Regola 9 punto 1, da un ufficiale di gara.

Tutti gli altri calciatori di entrambe le squadre devono rimanere ad almeno 4 m dal pallone fino a quando esso non sia in gioco

Il pallone è in gioco non appena tocca il terreno."

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e nella regola 9 pag. 79:

 

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"PALLONE NON IN GIOCO

Il pallone non è in gioco quando:

[...]

> tocca un ufficiale di gara, rimane sul terreno di gioco e

- una squadra inizia un attacco promettente o

- il pallone entra direttamente in porta o

- cambia la squadra in possesso del pallone

In tutti questi casi, il gioco verrà ripreso con una rimessa dell’arbitro"

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La rivoluzione a cui abbiamo assistito sta tutta in questi due piccoli paragrafi. Una rivoluzione decisamente importante che sancisce la fine del pallone rilasciato tra giocatori di squadre diverse. Una rivoluzione che non vedrà probabilmente più questioni legate a chi dovrà avere il pallone secondo le leggi non scritte del fair play, perché ora è l’arbitro a decidere secondo quanto stabilito dal regolamento.

 

 

Abbiamo fin qui percorso una panoramica non esaustiva delle caratteristiche della rimessa dell’arbitro che nasconde una serie interessante di sfaccettature e di casistiche correlate. La prossima settimana completeremo il quadro con l’analisi di una serie di fattori critici di questa apparentemente banale ripresa di gioco.

Massimo Dotto

Informatico e Osservatore Arbitrale di calcio a 11 a livelli nazionali fino al 2014, per passione da molti anni si dedica al difficile compito di diffondere la conoscenza sul Regolamento del Calcio, in particolare su Facebook. Il Gruppo di cui è co-admin riunisce migliaia di appassionati fornendo materiale unico ed utile per l'analisi delle più disparate casistiche arbitrali ed il mondo dell'arbitraggio.

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