La premessa è d’obbligo.
Anzi: le premesse sono d’obbligo…
1 – E’ un semplice giochino, non ho alcuna informazione particolare e baserò tutto l’approfondimento anche (se non soprattutto) sui gusti personali;
2 – Dato che non azzecco un pronostico da lustri, è probabile che anche questa volta ne prenderò pochini…

Sono 19 gli arbitri convocati per gli Europei itineranti (novità assoluta rispetto al passato).
L’innovazione più intrigante è la presenza, oltre a 18 direttori di gara UEFA, anche di Fernando Rapallini, argentino in rappresentanza della CONMEBOL (la federazione sudamericana).
Presenza dovuta al programma di scambio che porterà lo spagnolo Gil Manzano a dirigere gare della Copa America, in programma da domenica 13 giugno fino al prossimo 10 luglio.

Saranno più d’una le federazioni nazionali che schiereranno due rappresentanti: Olanda, Spagna, Romania, Inghilterra e Germania. L’Italia, come sappiamo, potrà contare sul solo Daniele Orsato: su questa sconfitta del movimento arbitrale non mi soffermo più di tanto, è argomento già affrontato in passato e causato da una gestione pessima da parte dell’ex presidente Nicchi.

Felix Brych (Germania)
Arbitro che mi è sempre piaciuto molto poco, ho faticato e fatico a comprenderne la linea tecnica e disciplinare. Molto fortunato, a mio parere, ad essere “capitato” in un periodo nel quale la scuola tedesca ha offerto poco o nulla, rimanendo per anni unico rappresentante credibile della sua federazione. Quest’anno può esporre nella bacheca personale la semifinale di andata di Champions tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco.
Nel suo curriculum una finale di Europa League (2014, Siviglia-Benfica) ed una di Champions (2017, Juventus-Real Madrid).
Sicuramente uno dei più delusi dal mondiale di Russia 2018: una sola direzione (pessima prestazione in Serbia-Svizzera) e ritorno in patria alla fine dei gironi.
Obiettivo: Quarti di finale, oltre sarei molto sorpreso.

Cuneyt Cakir (Turchia)
45 anni da compiere a novembre, da almeno tre stagioni in chiara fase calante dopo annate strepitose in campo internazionale.
Non è certo un caso che, in questa stagione, non sia andato oltre un ottavo di finale di Champions (Borussia Dortmund-Siviglia) ed un quarto di finale di Europa League (Slavia Praga-Arsenal).
Perle della carriera: la finale di Champions del 2015 (Barcellona-Juventus) e la semifinale del Mondiale del 2014 tra Olanda ed Argentina.
Obiettivo: difficile possa andar oltre gli ottavi, considerando la stagione molto negativa ma, per una serie di combinazioni (leggasi: nazionali qualificate che taglierebbero fuori alcuni colleghi), potrebbe arrivare fino ai quarti.

Carlos del Cerro Grande (Spagna)
Si è imposto all’attenzione generale molto tardi nelle ultime due stagioni. Non a caso arriva all’Europeo a 45 anni compiuti, dopo un’ascesa per certi versi sorprendente (era ormai considerato ai margini proprio per la mancanza di prospettive concrete). Bravo a crederci fino in fondo, ha trovato in Rosetti un estimatore che gli ha concesso enorme fiducia, ripagata.
Non potrà aspirare alle finali delle Coppe Europee e nemmeno ai Mondiali in Qatar ma le soddisfazioni se le sta togliendo: semifinale di Europa League (Manchester United-Roma) e quarti di Champions (Borussia Dortmund-Manchester City).
Obiettivo: Ottavi di finale. Già sarebbe un successo, considerando che, nelle gerarchie interne, è certamente dietro al connazionale Lahoz

Andreas Ekberg (Svezia)
Una delle scoperte di Roberto Rosetti che, in questi primi anni da responsabile arbitrale della UEFA, si è trovato a rinnovare un gruppo di arbitri molto avanti con gli anni e che necessitava di forze nuove per il prossimo futuro.
Giovanissimo, lo svedese ha compiuto a gennaio 36 anni. Non ha ancora grandi risultati internazionali in bacheca se si esclude un quarto di finale di Europa League tra Arsenal e Slavia Praga. In Champions, in questa stagione, solo tre presenze nella fase a gironi.
Arbitro tutto da scoprire, lo conosco veramente poco, lo seguirò con attenzione ma è indubbio che Rosetti ha puntato il classico euro sul giovanotto svedese.
Obiettivo: difficile che possa arrivare una designazione negli ottavi di finale, probabili un paio di presenze nella fase a gironi ed in gare di secondo piano per cominciare ad accumulare esperienza

Orel Grinfeld (Israele)
Altro direttore di gara valorizzato nelle ultime stagioni da Roberto Rosetti.
Come ormai è noto, Israele fa parte della UEFA da parecchi anni ed anche gli arbitri seguono la medesima strada in campo internazionale.
E’ un arbitro che personalmente mi piace molto: mobile, tecnico, molto pacato in campo, difficilmente si lascia andare a moti di nervosismo. Quest’anno si è fermato agli ottavi sia in Champions (Lazio-Bayern) che in Europa League (Rangers-Slavia Praga). Molto giovane (39 anni), lo vedremo con ogni probabilità anche al Mondiale in Qatar nell’inverno 2022.
Obiettivo: difficile ipotizzare un ottavo di finale, più facile che venga impegnato in un paio di direzioni nella fase a gironi in gare di medio/alto livello.

Ovidiu Hategan (Romania)
Non lo nascondo: arbitro che mi piaceva pochissimo fino ad un paio di anni fa, è cresciuto esponenzialmente in questa stagione, probabilmente grazie ai suggerimenti di Rosetti che ne ha emendato i difetti più evidenti che erano soprattutto di autorevolezza.
Stranissima la sua stagione nelle coppe: sei gare su sei nei gironi di Champions, compresa la serata da dimenticare (non per lui ma per il mondo del calcio) di Paris Saint Germain-Besaksehir (sospesa per frasi razziste che poi si sono rivelate non essere tali ma solo frutto di un clamoroso malinteso). Ci si aspettava un gran percorso nella fase ad eliminazione diretta ed invece si è fermato ai quarti in Champions (Manchester City-Borussia Dortmund) ad agli ottavi in Europa League (Slavia Praga-Rangers).
Obiettivo: è un arbitro su cui Rosetti punta molto. Per quanto il finale di stagione non sia stato eccezionale, credo che troverà spazio anche in un quarto di finale.

Sergei Karasev (Russia)
Arbitro che personalmente mi piace molto poco.
Ai mondiali di Russia venne convocato più formalmente che effettivamente, tanto che venne scelto per una sola gara (la totalmente ininfluente Australia-Perù) per poi essere escluso dai convocati per la fase successiva.
Anche in questa stagione pochissime occasioni per mettersi in luce: una sola presenza nei gironi di Champions (Ajax-Midtjylland) e, un po’ a sorpresa, l’ottavo tra Manchester City e Borussia Moenchengladbach. Poco di più in Europa League, il quarto di finale tra Ajax e Roma.
Obiettivo: difficile possa andare oltre la fase a gironi, una presenza negli ottavi mi stupirebbe e non poco.

Istvan Kovacs (Romania)
Secondo rappresentante della Romania (e quanto fa male vedere l’Italia con un solo arbitro…), molto altalenante nelle ultimi stagioni, è giovane (36 anni) e quest’anno si è ritagliato qualche spazio con un ottavo di Champions (Bayern-Lazio, peraltro la gara di ritorno dopo la larga vittoria esterna dei tedeschi a Roma) e con un quarto di Europa League (Manchester United-Granada).
L’Europeo sarà un’esperienza fondamentale nel suo percorso di crescita: lo conosco poco e lo seguirò con curiosità.
Obiettivo: fase a gironi, oltre mi pare decisamente fuori portata (considerando anche la gerarchia col connazionale Hategan, molto più affidabile, perlomeno al momento).

Bjorn Kuipers (Olanda)
Togliamo ogni dubbio fin da subito: nel complesso stiamo parlando di un autentico fuoriclasse della categoria ma è indubbio che l’ultima stagione possiamo definirla tra negativa e pessima.
Un passato recentissimo da numero uno, in quest’ultimo periodo (complice anche l’età non verdissima, 47 anni, il più “anziano” tra i convocati) ha inanellato tante prove negative. Sinceramente, dopo la pessima direzione di Juventus-Porto, mi ha sorpreso rivederlo in campo in Champions nei quarti (Liverpool-Real Madrid) e addirittura in semifinale (Manchester City-Paris Saint Germain).
Nel suo curriculum ben due finali di Europa League (2013, Benfica-Chelsea e 2018, Marsiglia-Atletico Madrid) ed una di Champions (2014, Real Madrid-Atletico Madrid).
Oltre a ciò due Mondiali (Brasile e Russia) e, con questa edizione, sono tre gli Europei.
Ovvio che, nonostante una stagione molto al di sotto di quelle precedenti, rimane un “totem” degli arbitri europei e c’è da scommettere che Rosetti lo impegnerà molto e nelle gare più impegnative fin dalla fase a gironi. Da monitorare con attenzione la tenuta fisica: negli ultimi mesi è parso in netto calo (i supplementari di Juventus-Porto furono un supplizio non solo tecnico ma soprattutto atletico), il gran caldo potrebbe condizionare anche le scelte.
Obiettivo: punta diritto alla finale di Wembley, chiaramente Olanda permettendo. Al momento è certamente nel novero dei favoriti per l’atto conclusivo assieme ad Orsato. Un passetto indietro rispetto ai due citati c’è Lahoz, non foss’altro per aver appena diretto (in maniera eccezionale) la finale di Champions.

Danny Makkelie (Olanda)
L’erede designato di Kuipers nonostante sia un arbitro profondamente diverso dal connazionale.
Dopo una stagione 2019/2020 straordinaria (culminata con la direzione della finale di Europa League tra Inter e Siviglia), in questa annata si è confermato su livelli di eccellenza arrivando ad ottenere la semifinale tra Real Madrid e Chelsea.
Il prossimo passo sarà, probabilmente, la finale di Champions League a giugno 2022 ma sarà bene che pensi, prima di tutto, a Turchia-Italia, gara di esordio suo e dell’intero Europeo.
Detto di una crescita costante, non si può nascondere che anche Makkelie è incappato in alcune giornate non proprio perfette come, per esempio, Serbia-Portogallo: quell’incontro è ricordato per la non assegnazione di una rete a Ronaldo (pallone oltre la linea di porta) ma, in realtà, fu una giornata disastrosa per l’olandese che, in novanta minuti più recupero, ne imbroccò veramente poche. Segno che anche i migliori possono incappare in giornate di scarsa vena.
Obiettivo: veramente complesso ipotizzare un percorso per Makkelie. Ha tutto per arrivare in fondo ma bisogna tener presenti le gerarchie interne: Makkelie è probabilmente tra i cinque migliori direttori di gara UEFA ma, nei primi tre, c’è il connazionale Kuipers, all’ultimo grande evento internazionale della carriera. Non me ne voglia il buon Danny ma credo che potrà ottenere un quarto di finale prima di salutare Euro2020.

Antonio Mateu Lahoz (Spagna)
Probabilmente il nome per me più complesso da commentare.
Non ho mai nascosto che si tratta di un arbitro che non mi è mai piaciuto: per anni non si capiva nulla delle sue direzioni di gara sia dal punto di vista tecnico che disciplinare.
Ciò non mi impedisce di affermare che in questa stagione ha arbitrato in modo esemplare, rimanendo sempre ai massimi livelli.
Molti dimenticano, per esempio, che fu il (disastroso) direttore di gara dello spareggio per i Mondiali tra Italia e Svezia, gara nella quale ne combinò letteralmente di tutti i colori, tra rigori negati (due per parte, parecchio evidenti) ed una gestione disciplinare incomprensibile.
Negli anni successivi, probabilmente grazie anche alla sapiente guida di Rosetti, ha emendato gran parte dei suoi difetti, offrendo prestazioni di altissimo livello.
La memoria porta alla mente la recente direzione (eccezionale) della finale di Champions tra Chelsea e Manchester City ma, secondo me, la perla della stagione rimane la prestazione in Barcellona-Atletico Madrid nella Liga, gara decisiva per l’assegnazione del titolo.
Proprio sulla scia del finale di stagione, è uno dei favoritissimi per la finale, anche se dobbiamo tener presente che la Spagna è una seria candidata ad arrivare in fondo.
Obiettivo: non può certo nascondersi. L’accoppiata finale di Champions/finale degli Europei è riuscita nel recente passato a Clattenburg (2016) ed ancor meglio fece Webb (finale champions e Mondiali nel 2010). Non è impossibile, pertanto, ipotizzare un clamoroso bis a distanza di poche settimane. Detto ciò, nella mia personale visione è leggermente indietro rispetto a Kuipers ed Orsato.

Michael Oliver (Inghilterra)
Arbitro ancora molto giovane (36 anni) ma ha già esperienza notevole in campo internazionale. E’, già da oggi, uno dei papabili per la finale di Europa League del 2022 (molto dipenderà dal percorso delle squadre inglesi).
In Italia viene ricordato per aver fischiato un rigore (nettissimo) nei minuti di recupero di Real Madrid-Juventus e per le feroci (ed incomprensibili) polemiche del post partita. Da quella gara ha faticato non poco a riprendersi, nonostante una decisione ineccepibile.
Negli ultimi due anni si è nuovamente imposto sia in Premier League che in ambito UEFA. Non è andato oltre i gironi di Champions per un motivo banale: c’erano squadre inglesi ovunque e le poche scelte alternative sono state riservate ad arbitri di seconda fascia con necessità di esperienza.
Obiettivo: difficile inquadrare le possibilità del giovane inglese, soprattutto tenendo presente che, alla voce “affidabilità”, il connazionale Taylor offre più certezze e maggior esperienza. Credo che l’obiettivo più sensato sia un ottavo di finale, il sogno un quarto. Ma sarà difficile.

Daniele Orsato (Italia)
Se in Italia è ancora al centro delle polemiche (latamente ridicole) per un episodio di tre anni fa, in campo europeo è giustamente considerato nella top 3 assoluta assieme a Kuipers e Lahoz.
Anche in ambito nazionale ha concluso l’ennesima stagione prodigiosa (con l’eccezione della non felice serata di Lazio-Milan) ed ha continuato ad impressionare favorevolmente in campo internazionale.
Non è più l’atleta di cinque anni fa (compirà 46 anni in autunno, il tempo passa per tutti) ma rimane un fuoriclasse assoluto. Non a caso, dopo la finale di Champions (diretta splendidamente) del 2020 tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco, si è confermato su livelli di eccellenza: Rosetti lo ha infatti scelto per la semifinale tra Chelsea e Real Madrid, gara nella quale si è distinto per la solita ed impeccabile conduzione tecnica.
Obiettivo: inutile nascondersi, Wembley è la destinazione a cui deve ambire. Naturalmente (non me ne voglia il buon Daniele…) spero che non ci arrivi, bloccato dalla presenza della nostra nazionale. Nel malaugurato caso in cui l’Italia di Mancini non dovesse approdare all’atto finale, sono molto elevate le possibilità che la nostra federazione sia rappresentata dalla squadra arbitrale.
Permettetemi un minimo di patriottismo: forza Daniele!

Artur Soares Dias (Portogallo)
In ambito calcistico potrebbe essere definito la “mina vagante”.
Ciò non perché sia un arbitro scadente arrivato chissà come agli Europei: tutt’altro.
Arbitro di grandissime qualità tecniche ma che ha una debolezza evidente: è molto, molto, molto discontinuo.
Quest’anno si è fermato agli ottavi di Champions (Borussia M.-Manchester City) e alle semifinali di Europa League (Villareal-Arsenal), il suo percorso ipotetico è un mistero.
Obiettivo: non è da escludere un approdo ai quarti anche se l’ipotesi più plausibile è un ottavo di finale. Oltre è quasi impossibile, soprattutto per il rendimento non certo da top nella stagione passata.

Daniel Siebert (Germania)
Un oggetto misterioso.
E’ l’unico arbitro convocato che non appartenga alla categoria Elite (è un Category 1), è una sorta di investimento di Rosetti sul futuro della federazione tedesca.
Molto giovane (37 anni), ha in curriculum solo un quarto di finale di Europa League (Dinamo Zagabria-Villareal). La scelta di inserirlo tra i 19 di Euro2020 è stata oggettivamente una grande sorpresa.
Obiettivo: un paio di gare della fase a gironi, probabilmente di seconda fascia e tra squadre quasi fuori dal discorso ottavi. Tanta esperienza che gli potrà venir utile in futuro.

Anthony Taylor (Inghilterra)
Altro arbitro che, in tutta franchezza, mi dice poco o nulla.
A mio parere è nettamente inferiore, per talento e qualità, al connazionale Oliver ma, in campo internazionale, gode di una credibilità superiore.
Non giovanissimo (compirà 43 anni ad ottobre), probabilmente sarà presente anche ai Mondiali del Qatar (ma non ci metto una mano sul fuoco).
Viene da una stagione così così, culminata in un ottavo di finale tra Paris Saint Germain e Barcellona (arbitrata, peraltro, male).
Obiettivo: un ottavo di finale è l’ipotesi più credibile, oltre mi sorprenderebbe e non poco.

Clement Turpin (Francia)
Se potessimo assegnare un premio all’arbitro più migliorato nelle ultime stagione, questo premio lo vincerebbe di diritto il francese di Montceau les Mines.
Fino a due anni fa non vedevo il minimo spiraglio per poterlo vedere tra i top europei e solo l’inesistente concorrenza francese giustificava la sua presenza nelle competizioni UEFA.
Come mi dicono più fonti, però, Turpin è un lavoratore instancabile. Se dal punto di vista atletico è sempre stato un atleta di primissimo livello, nelle ultime stagioni ha compiuto passi in avanti giganteschi sia per quanto concerne la tecnica che sul disciplinare.
La finale di Europa League tra Villareal e Manchester United è stata una conferma: un capolavoro assoluto, con microerrori sui quali sarebbe quasi comico soffermarsi.
Obiettivo: potrebbe essere una sorpresa nelle semifinali. Sulla sua strada un ostacolo che non dipende da lui: la nazionale francese. La Francia è certamente la favorita numero 1 di questa rassegna continentale e Turpin potrebbe esserne indirettamente penalizzato.

Slavko Vincic (Slovenia)
Approfitta dell’assenza prolungata del connazione Davor Skomina (in bocca al lupo per una prontissima e piena ripresa).
E’ un arbitro che, agli esordi, mi ha veramente impressionato ma, negli ultimi anni, si è un po’ perduto, sebbene sia rimasto sempre a buoni livelli.
La scuola slovena può contare su un elemento di qualità ma, oggettivamente, tra Vincic e Skomina c’è (ancora) un abisso.
Obiettivo: ottavi di finale come ambizione massima, quarti solo in caso di super prestazioni.

Fernando Rapallini (Argentina)
In tutta franchezza non ho la minima idea di chi sia e non ho neppure un vago sentore di come possa essere utilizzato in questo europeo.
Rimane interessante, comunque, questo esperimento di scambio con il Sudamerica.
Obiettivo: boh, lo seguirò con attenzione nella sua prima apparizione.

Luca Marelli

Comasco, avvocato ed arbitro in Serie A e B fino al 2009, accanto alla professione si occupa di portare qualche spunto di riflessione partendo dal regolamento, unica via per comprendere ed interpretare correttamente quanto avviene sul terreno di gioco. Il blog prima, e il canale Youtube in seguito, nati come un passatempo, sono diventati un punto di riferimento per addetti ai lavori ed appassionati.

Commenti (1)

    • RADOANI GIACOMO
    • 2021-06-28 00:37:51
    Buonasera, avv.to Marelli, ho incrociato quasi casualmente il suo bell'articolo di cui sopra (e i due precedenti) e mi complimento vivissimamente con Lei per la precisione, informazione documentata e linearità di giudizio. Magari col tempo vorrò approfondire alcuni temi che mi stanno a cuore (per esempio: la valutazione del fallo di mano in area di rigore; penso in particolare ai rigori assegnati contro la Juve, protagonista involontario Matthijs De Ligt, nella stagione 2019/2020 e il quasi radicale cambio di rotta interpretativo degli ultimi mesi, ma anche altri temi). Per oggi mi limito a chiederLe il suo pensiero sull'arbitro Fabio Maresca della sezione di Napoli, direttore di gara che a me pare assai valido specialmente sul piano dell'autorevolezza. E, più precisamente, se lo vedrebbe bene come prossimo arbitro internazionale. E mi scusi, se mi presento solo a domanda formulata. Sono un ex dirigente di calcio dilettantistico con alcune esperienze in campionati di Eccellenza (5 come segretario e 4 come presidente) e di Serie D (1 come segretario, 1 come direttore del Settore Giovanile e 1 come Direttore Sportivo e direttore generale), oltre a molti anni di gavetta (ne compirò 72 a luglio) nelle categorie inferiori come segretario. In questi anni ho anche acquisito notevole esperienza e conoscenza sulle Norme federali (specialmente CGS, NOIF e regolamento LND) con una trentina di reclami (12 alla CAF) di cui la metà con esito psoitivo. La ringrazio di cuore, se avrà voglia e tempo per rispondermi, e comunque La ringrazio per la pazienza nel leggermi. Con i più fervidi auguri di ogni bene, Giacomo Radoani (residenza: CONDINO, provincia di Trento) tel. 3463377267
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