Nuovi internazionali, scelte coraggiose: Chiffi e Pairetto

Un po' a sorpresa (non era mai accaduto prima) l’AIA ha deciso di comunicare pubblicamente i nuovi ruoli internazionali nella giornata di mercoledì 29 settembre.
Nel passato queste novità venivano sempre comunicate con l’inizio del nuovo anno dato che le nomine decorrono dall’1 gennaio in poi.

In questo spazio non mi occuperò di calcio a 5 o calcio femminile o beach soccer per un motivo quasi banale: non ho le conoscenze sufficienti per affrontare un tema certamente interno all’AIA ma che necessita di competenze specifiche che non possiedo.
Affronterò, pertanto, la questione relativa ai nuovi internazionali per il calcio maschile.

Iniziamo da un argomento poco conosciuto, quello che (in ambito internazionale) è indicato dall’acronimo VMO, in sostanza il ruolo VAR per UEFA e FIFA.
Sono stati dismessi Massa e Fabbri (rimarranno a disposizione solo come arbitri internazionali, sperando che possano salire di categoria dato che, al momento, sono inchiodati il primo in Category 1 ed il secondo addirittura in Category 2), sono stati promossi Doveri (che, pertanto, abbandona il campo ma continua nella sala VOR) e, tra la sorpresa generale, il bolognese Aureliano che, peraltro, è certamente uno dei più affidabili in questo compito.
Per Aureliano, penalizzato per molti anni dall’ancora inspiegabile divisione della CAN A e della CAN B (dieci anni nel periodo tra il 2010 ed il 2020), un’enorme soddisfazione al termine di un percorso di crescita che lo ha portato ad essere impegnato regolarmente nella massima categoria sia come direttore di gara che come “varista”.
Nomina che giunge a sorpresa ma non certo a caso: basta osservare con attenzione queste prime giornate per rendersi conto di quanto si fidi il designatore Rocchi che, peraltro, lo ha impegnato spesso in doppi appuntamenti sia il sabato che la domenica nei weekend in cui non era utilizzato sul terreno di gioco.

Per quanto concerne il ruolo di arbitro effettivo (cioè quegli elementi che scendono in campo con gli assistenti ed il quarto ufficiale) le novità sono la dismissione di Valeri e Doveri e la promozione di Chiffi di Padova e Pairetto di Nichelino.

Sorprendente?
Probabilmente sì per chi scrive senza sapere nulla dell’argomento oppure (ancora peggio) imbeccato da notizie strumentalmente veicolate.
Per chi mi segue non solo su queste pagine ma anche sui canali social (in particolare su Youtube), queste nomine non sono affatto una sorpresa: ne ho parlato spesso nelle scorse settimane perché i rumors interni (provenienti, cioè, dagli ambienti associativi) andavano proprio in questa direzione.
Una volta evidenziato il fatto che non si tratta di notizie emerse come fulmini a ciel sereno, una spiegazione in merito è necessaria.

Doveri e Valeri sono stati dismessi perché ritenuti non più all’altezza?
La risposta è: assolutamente no.
La domanda a corollario è la seguente: Chiffi e Pairetto sono ritenuti da Rocchi e dal comitato nazionale superiori a Doveri e Valeri?
La risposta a quest’ultima domanda è la medesima: no.
Al momento Doveri e Valeri sono due degli arbitri più affidabili in assoluto, con Orsato (che, con ogni probabilità, allungherà la propria carriera fino almeno al 30 giugno 2023 per poter partecipare, meritatamente, ai Mondiali di Qatar 2022).
La questione è molto più tecnica e si basa su un concetto fondamentale in campo internazionale: le prospettive.
Valeri è un classe 1978 (44 anni a maggio prossimo), Doveri addirittura 1977 (44 anni a dicembre). Entrambi sono relegati da anni alla Category 2 (la terza fascia europea, dopo gli Elite [nella quale abbiamo solo Daniele Orsato ormai da due anni, dopo il ritiro di Rocchi] e la Category 1 [nella quale abbiamo Massa, Guida e Mariani]) e con prospettive nulle: nelle prossime stagioni, anche se fossero rimasti nel ruolo internazionale, non avrebbero potuto ambire a null’altro se non a qualche torneo giovanile o, come accaduto anche nel recente passato, a qualche preliminare delle coppe europee.
Diverse le prospettive ipotetiche per i nuovi internazionali.
Daniele Chiffi, sezione di Padova, è un classe 1984 (compirà 37 anni a dicembre); Luca Pairetto, sezione di Nichelino, è a sua volta un classe 1984 (compirà 38 anni il prossimo aprile). Per quanto non siano esattamente dei ragazzini, hanno però il vantaggio di parecchi anni rispetto a Doveri e Valeri di cui prenderanno il posto dal prossimo primo gennaio 2022.

Ciò significa che i due neo-internazionali siano già più pronti per le gare europee?
Certamente no.
Ad oggi, infatti, le partite più importanti del campionato italiano sono affidate ai due romani, non certo agli arbitri neo- promossi al loro posto.
Chiffi e Pairetto verranno impegnati, all’inizio, per gare giovanili internazionali, verranno testati e, la prossima estate, inizieranno la propria avventura nel calcio “open” con preliminari di Europa League e Conference League a metà luglio, presumibilmente in sperduti campetti che molti non hanno mai nemmeno sentito nominare.
La trafila di tutti: anche i più grandi arbitri hanno iniziato dal basso per poi arrivare, col tempo alla finale di Champions League.

Prima di poter pensare ad essere impegnati nella fase a gironi di Europa League ne passerà parecchio di tempo: per i migliori se ne parla almeno a settembre 2023, più realisticamente a settembre 2024.

Ci siamo adeguati, con la promozione di Chiffi e Pairetto, al resto d’Europa?
La risposta, purtroppo, è negativa.
Si pensi, per esempio, alla Germania: a gennaio lasceranno Brych e Fritz che verranno sostituiti (secondo le ultime informazioni disponibili) da Jablonski e Schlager, entrambi 31enni (il primo del 1990, il secondo del 1989).
Traduzione: come movimenti siamo indietro di parecchio.
Si pensi al prossimo internazionale italiano: sarà, con ogni probabilità, Simone Sozza della sezione di Seregno che da noi viene vissuto come giovane promessa ma che, in realtà, è un classe 1987, 34 anni compiuti ad agosto e che troverà spazio in campo internazionale dall’1 gennaio 2023.
Altro discorso, invece, per Giovanni Ayroldi: classe 1991, compirà 30 anni il prossimo ottobre ed è certamente una grande speranza dell’AIA.
Presumibilmente dovrà attendere l’1 gennaio 2024 (a meno che Fabbri non continui ad inanellare pessime prestazioni tali da consigliarne un avvicendamento a fine 2022) ma sarà comunque in tempo per poter scalare con tutta calma le gerarchie della UEFA (tempo che, in realtà, non hanno Chiffi e Pairetto che dovranno “correre” parecchio per poter ambire ad un percorso virtuoso fuori dei confini).

Tra le donne escono dai ruoli internazionali Graziella Pirriatore (neo presidente del Comitato Regionale dell’Emilia Romagna) e Valentina Finzi che lasciano il posto a Silvia Gasperotti e Martina Molinaro.
Non mi dilungo ulteriormente sulle due ragazze (a cui giunga il mio più sentito “in bocca al lupo”) per il semplice motivo che non le ho mai viste arbitrare e non saprei aggiungere nulla di sensato.
Mi auguro di vederle quanto prima nelle categorie maggiori (ad oggi fanno parte dell’organico della CAN D).

Due avvicendamenti anche per quanto concerne gli assistenti.
Escono dai ruoli Matteo Passeri di Gubbio (splendido assistente su cui punterà ancora parecchio e per parecchio tempo il designatore Rocchi) ed Alessandro Costanzo di Orvieto, sostituiti da Giovanni Baccini (Conegliano) e Marco Bresmes (Bergamo): due nomine meritatissime al termine di stagioni altamente positive.

Se, da un lato, abbiamo novità positive tra le nuove nomine, d’altro canto c’è un argomento sul quale è necessario soffermarci: la carenza di arbitri nelle categorie regionali e provinciali.
E’ un tema di cui si discute molto poco perché (inutile nasconderlo) a livello massmediatico interessa solo la Serie A. Già per la Serie B l’interesse è molto soffuso, non parliamo nemmeno della Serie C che spesso viene relegata a poche righe nelle ultime pagine dei quotidiani sportivi.
Dato lo scarso interesse per le categorie nazionali, immaginatevi quale possa essere lo spazio per i campionati regionali o provinciali: balzano agli onori della cronaca giusto in occasione di episodi di violenza come quella dello scorso weekend in Piemonte (a proposito: squalifica per l’allenatore Alosi fino a settembre 2026 con preclusione di qualsiasi ruolo in seno alla FIGC, conseguenza dell’aggressione ad Andrea Felis).
Ebbene, da ogni parte d’Italia giungono notizie per nulla confortanti: sono saltate decine e decine di gare non per negligenze dei singoli od errori dei designatori ma per mancanza di direttori di gara.
Nelle sezioni i dirigenti stanno letteralmente facendo i salti mortali per garantire la disputa dei vari campionati, gli arbitri spesso sono impegnati tre volte nel medesimo weekend (sabato pomeriggio, domenica mattina e domenica pomeriggio) ma, nonostante ciò, è stato impossibile garantire la presenza di un direttore di gara per ogni partita in programma.
Risultato: incontri annullati e rinviati a data da destinarsi.

Motivo?
Il sempre minor numero di ragazzi disponibili ad indossare la divisa, risultato di un micidiale mix di concause: da un lato certamente la pandemia che ha bloccato ogni attività di base per oltre un anno (portando molti giovani ad accantonare l’attività arbitrale per dedicarsi ad altro), dall’altro la totale assenza di una programmazione da parte della presidenza Nicchi che, in dodici anni, è riuscito nell’impresa di far decrescere il numero di associati da quasi 34mila a poco più di 29mila, con ovvie ricadute sull’attività di base.
Trentalange ed il Comitato Nazionale, ben consapevoli di quel che sarebbe potuto accadere, sono corsi ai ripari innalzando l’età di permanenza nel ruolo (da 45 a 50 anni) e permettendo a tutti coloro che si erano dimessi di rientrare anche oltre il limite dei quattro anni (altro limite temporale imposto sotto la presidenza Nicchi).
Si sono limitati i danni ma di certo non è stato risolto il problema.
Le iniziative messe in atto (corsi arbitri aperti a persone fino a 40 anni di età, limite innalzato rispetto ai 35 delle scorse stagioni, pubblicità sui social, video motivazionali) sono apprezzabili ma non basta.
Servono investimenti sostanziosi per una campagna massiccia di reclutamento.
Lo so, in epoca di pandemia appare un discorso scollato dalla realtà ma, secondo me, ci sono margini per poter lavorare anche con risorse scarse.
Come?
Ne parleremo la prossima settimana...

Luca Marelli

Comasco, avvocato ed arbitro in Serie A e B fino al 2009, accanto alla professione si occupa di portare qualche spunto di riflessione partendo dal regolamento, unica via per comprendere ed interpretare correttamente quanto avviene sul terreno di gioco. Il blog prima, e il canale Youtube in seguito, nati come un passatempo, sono diventati un punto di riferimento per addetti ai lavori ed appassionati. Da questa stagione è talent arbitrale per DAZN.

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