Per essere un buon arbitro di calcio, si sa, è necessaria un’ottima preparazione atletica, un istinto impeccabile e una grande passione per questo sport. L’arbitro in campo rappresenta una figura istituzionale, e che piaccia o no viene giudicato anche per l’immagine che dà di sé, dall’arrivo allo stadio al riscaldamento, fino ad arrivare alla partita.

Sappiamo che ogni CRA e ogni presidente a inizio anno detta delle disposizioni che gli associati devono attuare per mantenere uniformità anche sull’abbigliamento, quindi, prima di una nuova stagione, ogni arbitro riprende il borsone e fa un check sugli accessori e sul materiale che dovrà acquistare per poter svolgere al meglio il ruolo. Appresa da qualche mese la notizia dall’accordo tra FIGC e LEGEA per la sponsorizzazione tecnica e la fornitura ufficiale dell’abbigliamento sportivo dell’AIA per i prossimi tre anni, molti arbitri hanno subito pensato a tutti quei materiali del vecchio sponsor (acquistati anche di recente) che difficilmente potranno utilizzare nelle gare ufficiali. Ma nonostante le preoccupazioni degli addetti ai lavori, che saranno costretti a mettere da parte alcuni degli accessori Diadora (se non proprio tutti), il nuovo marchio partenopeo ha già tranquillizzato i più pessimisti garantendo di occuparsi in tutto e per tutto dell’abbigliamento dei direttori di gara: dal kit allo sportswear per l’allenamento fino a quello di rappresentanza e alle calzature. Visto dunque l’imminente cambio dello sponsor tecnico, abbiamo pensato di aiutarvi elencando tutti quegli accessori che ogni arbitro non può non avere nel borsone.

Quali sono gli accessori che non devono mancare nel borsone di un arbitro?

Oggi l’attrezzatura degli arbitri moderni è quanto di più tecnologico si possa immaginare: auricolari, microfoni, orologi smart e cardiofrequenzimetri. Ma escludendo questi particolari strumenti che sono indossati solamente dagli arbitri della massima serie, vorremmo concentrarci sull’attrezzatura “di prima necessità” che un arbitro non deve mai lasciare a casa:

  1. La maglia per il riscaldamento: una maglietta nera o una maglia della sezione vanno benissimo (ma è più consigliabile la seconda opzione). Ricordatevi di evitare i colori sgargianti: gli arbitri sono persone serie! I pantaloncini e calzettoni da usare nel riscaldamento sono gli stessi della divisa.
  2. La tuta di allenamento: La tuta ufficiale deve essere utilizzata soltanto durante il riscaldamento, nel caso in cui faccia freddo e si è sprovvisti di k way o di maglie termiche. È assolutamente sconsigliato presentarsi al campo in tuta, non è sinonimo di eleganza.
  3. Il K-Way: in caso di pioggia durante il riscaldamento prepartita può essere utile utilizzare una mantellina (attenzione però al colore!). Anche del K-way, come per la tuta, va limitato l’utilizzo al solo riscaldamento. Nonostante non esista alcuna regola che vieti di utilizzare il k way in partita, risulterebbe alquanto fastidioso e parecchio inelegante. Ricordatevi sempre della famosa regola 18 anche quando vi vestite: un po’ di buon senso nella scelta dell’abbigliamento per non complicarvi la vita e soprattutto la partita!
  4. La maglia termica: durante la partita, in caso di intemperie, una bella maglia termica a maniche lunghe sotto la divisa ufficiale è quello che ci vuole per evitare di prendere freddo o di bagnarsi completamente. Come nel caso delle maglie da utilizzare durante il riscaldamento, scegliete colori scuri o meglio se della stessa marca della divisa di gara.
  5. Le scarpe: la scelta delle scarpe è fondamentale, quando si arriva al campo è opportuno valutare le condizioni del terreno di gioco e di conseguenza utilizzare quelle giuste. Sarebbe opportuno avere sempre nel borsone tre paia di scarpe: una con i tacchetti a 13 per terreni duri, una con tacchetti a 6 in ferro da utilizzare esclusivamente in caso di pioggia e una da tennis o da calcio a 5 per i campi in erba sintetica. È importante che siano nere, o in prevalenza nere. Niente colori troppo accesi o sgargianti.
  6. Il polsino: rigorosamente a destra (a sinistra solitamente c’è l’orologio). Oltre ad essere utile per detergere il sudore dalla fronte, è anche bello da vedere. Ricordatevi che l'immagine è importante quasi quanto il carattere, la bravura e la preparazione atletica. Nonostante non ci siano regole che lo vietino, suggeriamo di indossare un polsino della stessa marca della divisa ufficiale.
  7. Una cartellina per le distinte: mai dimenticarsi di portare un raccoglitore per riporre documenti e distinte. Altrimenti si rischia di lasciarli svolazzanti nel borsone. E tutto quello che c’è nel borsone poi finisce in lavatrice, giusto?
  8. Il borsone: ma certo! Altrimenti dove mettere tutti questi accessori? Non è necessario acquistare un trolley, più indicato per chi arbitra a livello nazionale e si muove con treni e aerei. Evitate anche qui colori sgargianti, il nero va benissimo. Alcune sezioni vendono o consegnano anche la borsa, ciò che più importa è evitare le rimanenze di un passato calcistico (non è mai bello andare ad arbitrare il Milan con il borsone "FC Internazionale").

Pur risultando un aspetto meno determinante nell'economia di gestione di una gara, rispetto magari alla preparazione atletica e tecnica e alla capacità di rapportarsi in maniera autorevole con i giocatori in campo, l’immagine dell'arbitro riveste una notevole importanza. Sebbene per i non addetti costituisca un requisito poco rilevante, l'aspetto che il direttore di gara dà di sé assume sicuramente un valore non indifferente, a partire dall’abbigliamento: è sempre meglio vedere un arbitro con tutto il materiale ufficiale (dalla borsa alla maglia di allenamento) piuttosto che un direttore di gara vestire con accessori di marche diverse. Perché la serietà di un arbitro la si riconosce già dal modo in cui si presenta in campo.

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