- Luca Marelli
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La data della prima gara ufficiale non è ancora certa: si ricomincia il 12 giugno (sempre che la richiesta in deroga ottenga il via libera del Governo e dell’Istituto Superiore di Sanità) o, al più tardi, il 13 con il ritorno di Juventus-Milan, valida per le semifinali di Coppa Italia.
Un po’ a sorpresa Coverciano (fino a due settimane fa destinata alla cura dei malati meno gravi di Covid-19) è stata sanificata e riaperta all’attività arbitrale.
In realtà non è proprio un’apertura ma più un luogo ove far giungere tutti gli associati a disposizione della CAN A e della CAN B, al fine di semplificare la metodologia di controllo della salute degli arbitri.
Il 3 giugno scorso si sono radunati tutti gli arbitri della CAN A e 15 della CAN B assieme a Nicola Rizzoli, designatore ovviamente derogato oltre il 30 giugno prossimo, data nella quale si sarebbe dovuta chiudere la stagione sportiva dell’AIA.
Nella medesima giornata sono stati effettuati i primi tamponi.
Un bel sospiro di sollievo l’aver saputo che tutti gli arbitri presenti sono risultati negativi e, perciò, risultano tutti abili ed arruolati per la ripresa del campionato (previo superamento dei test atletici).
Sugli organi di stampa, però, sono apparse notizie imprecise.
Per evitare la presenza contemporanea di troppe persone in una struttura ampia ma comunque limitata, i raduni sono stati programmati per ruoli e categorie:
- dal 3 al 7 giugno gli arbitri della CAN A e 15 della CAN B;
- dall’8 al 10 giugno gli assistenti della CAN A;
- dall’11 al 15 giugno gli arbitri della CAN B (anche quelli convocati in questi giorni + 15 della CAN C);
- dal 16 al 18 giugno gli assistenti della CAN B.
Per tal motivo è erronea l’indicazione secondo la quale tutti gli arbitri di A e B sarebbero risultati negativi al tampone.
Naturalmente ci auguriamo tutti che questo sarà il risultato degli esami clinici ma, ad oggi, sono stati sottoposti a controllo medico solo i 21 arbitri a disposizione di Rizzoli e 15 arbitri della CAN B.
Spiegazione semplice per la convocazione al raduno CAN A degli arbitri CAN B: sono necessari per coprire le gare della massima categoria come AVAR e nel ruolo di quarto ufficiale (idem dicasi per gli arbitri CAN C che verranno aggregati al raduno CAN B).
Solitamente ogni stanza del Centro Tecnico Federale accoglie due arbitri (la composizione delle camere viene rinnovata all’inizio della stagione sportiva; nel mio caso, per esempio, ho avuto come compagni di stanza Preschern, Brighi, Celi e Girardi). L’emergenza sanitaria ha portato dei cambiamenti (la speranza, ovviamente, è che durino il minor tempo possibile): ad ogni arbitro è stata assegnata una stanza singola (e lo stesso avverrà per gli assistenti e per gli associati della CAN B) e, per limitare i contatti non necessari, gran parte del tempo dovranno passarlo isolati.
Le stanze a disposizione sono 54: da questo numero si comprende il motivo per cui si è dovuto limitare a 15 il numero di arbitri CAN B presenti.
Gli allenamenti saranno ovviamente comuni ma senza esercizi che impongano contatti diretti, le riunioni si svolgeranno in videoconferenza (l’aula magna non presenta i necessari accorgimenti sanitari), collegando ogni arbitro dalla propria stanza via portatile.
Da quanto illustrato è chiaro che il motivo per cui si è deciso di organizzare questo atipico raduno è motivato principalmente dalle difficoltà che sarebbero sorte nel prenotare e sostenere in decine di sedi differenti i test necessari per poter scendere in campo.
Scelta condivisibile.
Naturalmente l’obiezione sorge spontanea: “ma dall’8 di giugno in poi, come si potrà sapere se qualcuno è stato contagiato dal virus?”.
Domanda legittima perché il tampone avrà valore fino al giorno in cui saranno tutti riuniti a Firenze mentre, nei giorni successivi, gli arbitri saranno a rischio contagio esattamente come chiunque.
Per il momento non c’è alcuna indicazione certa in merito ma è molto probabile che verrà utilizzato il sistema tedesco.
In Germania le designazioni vengono pubblicate il giovedì (perlomeno per l’anticipo del venerdì) ma rimangono ufficiose fino a tre ore e mezza circa prima dell’inizio della gara.
Ciò perché arbitri, assistenti ed addetti al VAR vengono sottoposti a tampone di controllo la mattina stessa della gara in una struttura all’uopo attrezzata nella città in cui è programmato l’incontro di campionato o coppa.
Nel caso in cui dovesse risultare positivo un solo componente della squadra (a parte i VAR che, solitamente, non hanno alcun contatto con la quaterna tranne casi eccezionali), la squadra arbitrale potrebbe non essere cambiata completamente dato che, anche per spostamenti, pernotto, cena e colazione, entreranno in vigore norme molto rigide.
I viaggi, per esempio, dovranno essere organizzati singolarmente in autovettura, ovviamente nel caso in cui ciò sia possibile.
Ci sono delle eccezioni necessarie.
Poniamo il caso di Giua. Vivendo in Sardegna è impensabile che nelle ultime 12 giornate possa essere utilizzato sempre e solo per le partite in casa del Cagliari. Non mi stupirebbe se venisse utilizzato come VAR in tutte le sei gare interne (situazione eccezionale, designazioni eccezionali) ma sarà comunque costretto a viaggiare in aereo per poter arbitrare.
Non è da escludere che possa essere designato meno rispetto al solito, proprio per evitargli eccessivi rischi di contatto con persone sconosciute (peraltro è un primo anno, la sua permanenza non è minimamente in discussione, le presenze perdute potrebbero essere recuperate all’inizio della prossima stagione).
Capitolo designazioni.
Non sappiamo ancora nulla di ufficiale ma, dalle indiscrezioni raccolte, pare che Rizzoli cercherà di scegliere gli arbitri in base alla partita come sempre, eventualmente approfittando dell’emergenza per far cadere qualche preclusione geografica.
Mariani di Aprilia e Pasqua di Tivoli, per esempio, potrebbero essere impegnati all’Olimpico con Roma e Lazio: ipotesi affascinante (e sarebbe anche ora…) ma per ora solo ipotetica.
Anche per quanto riguarda la gara in sé molto sarà “copiato” dall’esperienza tedesca (modello che sta funzionando e che, pertanto, sarebbe sciocco non seguire).
Non ci saranno contatti con dirigenti e calciatori prima della partita, per quanto possibile ogni elemento della squadra arbitrale verrà assegnato ad uno spogliatoio singolo, i convenevoli pre-gara (saluto alle squadre del quarto ufficiale, per esempio) non ci saranno, verrà abolito temporaneamente il saluto tra calciatori e tra calciatori ed arbitri.
Interessante anche l’ipotesi di arrivare allo stadio con i propri mezzi: anche nei taxi esistono dei limiti (solitamente ne vengono chiamati due, su ogni vettura salgono tre dei sei designati) ma, in mancanza di tifosi e pericoli di danni, sarà fortemente consigliato di raggiungere la struttura sportiva da soli.
Capitolo osservatori.
Per ogni gara di Serie A, Serie B e Serie C è prevista la presenza in tribuna degli osservatori.
A dispetto di quanto pensassi, gli osservatori verranno ancora designati e dovranno recarsi allo stadio.
In tempi di normalità l’osservatore raggiunge la squadra arbitrale in albergo, assiste al briefing pre-gara, pranza con gli arbitri e poi si dirige allo stadio da solo (molto spesso con i propri mezzi).
A fine gara l’osservatore stesso scende negli spogliatoi ed affronta il colloquio in presenza di tutti e sei gli associati designati.
Naturalmente tutto ciò non avverrà fino al termine dell’emergenza: l’osservatore sarà presente in tribuna ma non avrà alcun contatto con arbitri, assistenti e VAR.
Una volta conclusa la partita tornerà direttamente a casa e, come sempre, compilerà rapporto di gara ed il cosiddetto “modulo episodi” (un documento nel quale devono essere indicati particolari fattispecie occorse durante la gara e che potrebbero rappresentare validi supporti didattici).
La questione osservatori mi lascia molto perplesso.
Il colloquio post-gara serve per cristallizzare le osservazioni (non a caso avviene alla presenza di tutti), la mancanza dello stesso rischia di diventare un pericoloso momento di scarsa trasparenza (tema molto vivo nell’associazione, travolta anche dalle rivelazioni del libro di Gavillucci).
Sinceramente, in un periodo emergenziale come questo, ritengo superflua la presenza di un osservatore: oltre al motivo sopra esposto, trovo quantomeno curioso che si debbano forzare persone a recarsi in luoghi pubblici (per quanto vuoti) per visionare arbitri ed assistenti che potrebbero vedere tranquillamente da casa gli Organi Tecnici.
Naturalmente quanto esposto non rappresenta una certezza in tutti i passaggi elencati: sono linee guida generali che potrebbero essere modificate o perfezionate col passare delle settimane.
Con la speranza, nemmeno troppo recondita, che gli stadi possano essere (almeno parzialmente) riaperti ben prima delle più pessimistiche previsioni.
Luca Marelli

Comasco, avvocato ed arbitro in Serie A e B fino al 2009, accanto alla professione si occupa di portare qualche spunto di riflessione partendo dal regolamento, unica via per comprendere ed interpretare correttamente quanto avviene sul terreno di gioco. Il blog (www.lucamarelli.it) è nato come un passatempo e sta diventando un punto di riferimento per addetti ai lavori ed appassionati.
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